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FILM / RECENSIONI

Recensione: Damien veut changer le monde

di 

- Xavier de Choudens tratta l'immigrazione clandestina e l'integrazione attraverso una commedia semplice e bonaria guidata da Franck Gastambide e Melisa Sözen

Recensione: Damien veut changer le monde
Franck Gastambide, Jessim Kas e Melisa Sözen in Damien veut changer le monde

Quando la madre di un bambino siriano della scuola elementare dove lavori ti annuncia che sono privi di documenti, che non hanno più soluzioni e che hanno appena ricevuto un'ingiunzione a lasciare il territorio francese entro 15 giorni, e tu non hai da proporle che di scrivere una nota sul diario, la tua coscienza ti manda una foto piuttosto squallida di te stesso. Questa è la situazione in cui si ritrova l'antieroe di Damien veut changer le monde [+leggi anche:
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di Xavier de Choudens, distribuito mercoledì 6 marzo nelle sale francesi da Apollo Films. Un confronto morale che proietterà lui e la sua famiglia in disavventure rocambolesche attorno al "crimine di solidarietà", in un film che affronta attraverso l'intrattenimento alcuni crudeli problemi contemporanei.

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Aperto da divertenti titoli di testa animati che danno il tono del film, vale a dire una forma relativa e bonaria di realismo, Damien veut changer le monde ha come protagonista un uomo che non è "né militante, né attivista, né sindacalista", ma piuttosto un disertore della "difesa della grande causa", quella che ha caratterizzato invece ogni giorno nella sua infanzia sulla scia dei suoi genitori molto innamorati e molto impegnati. Manifestazioni, sit-in, blitz: Damien (Franck Gastambide) e sua sorella Melanie (Camille Lellouche) oggi avvocata, conservano ricordi piuttosto contrastanti di quella vita di rivendicazioni che si è conclusa con la morte improvvisa della madre. Ma quando il piccolo Behzad (Jessim Kas) viene dimenticato a scuola e Damien scopre la situazione sua e di sua madre Salma (Melisa Sözen, già ammirata in Winter Sleep [+leggi anche:
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e nella serie Le Bureau des légendes), si apre una finestra. Nonostante i rischi (cinque anni di carcere e 150.000 euro di multa), Damien accetta di riconoscere Behzad come suo figlio ("se un ragazzo come me, che non ha molto da perdere nella vita, non è in grado di aiutare una ragazza come te che ha un sacco di problemi, chi può farlo?"). Ma questo atto di generosità, che ha anche a che fare con una ricerca di autostima e un colpo di fulmine per Salma, è solo l'inizio di un movimento che prenderà dimensioni insospettate...

"Invito ogni cittadino francese a offrire la propria nazionalità, a offrire speranza agli scolari che vivono in clandestinità". Attorno a questo messaggio politico si articola un intreccio (scritto dal regista e da Charly Delwart) collocato negli ambienti popolari dei sobborghi di Parigi e all’insegna della commedia benevola, il che offre il vantaggio di allargare il pubblico potenziale del film ai più giovani, ma ha un po’ lo svantaggio di attenuare la durezza del soggetto e rendere la sceneggiatura piuttosto prevedibile. Ma la natura simpatica e divertente degli eventi, la qualità degli interpreti principali (ma anche i ruoli secondari come Gringe e Patrick Chesnais) e il tono volutamente ottimistico di questo approccio a un soggetto spesso iper drammatizzato, danno al film una buona dose di fascino.

Prodotto da Agat Films & Cie, Damien veut changer le monde è venduto nel mondo da WTFilms.

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(Tradotto dal francese)

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