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Recensione: Royal Corgi

di 

- Ben Stassen e nWave confermano il loro status di "Pixar belga" con un film d’intrattenimento in 3D per il grande pubblico, che parlerà sia ai grandi che ai piccini

Recensione: Royal Corgi

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, settimo lungometraggio guidato da Ben Stassen e gli studi nWave, dovrebbe contribuire a consolidare la reputazione di quella che è soprannominata la Pixar belga, solida (e rara) concorrente europea dei principali studios americani in materia di animazione 3D.

Royal Corgi segue il singolare destino di Rex, un giovane Corgi regalato alla regina d'Inghilterra da suo marito, il principe Filippo, e che presto diventa il cocco del canile reale. Una vera Rex-mania conquista il paese, che come la celeste sovrana si scioglie davanti ai grandi occhi del piccolo ed energico cucciolo. Ma la popolarità si perde con la stessa rapidità con cui la si conquista, e Rex è brutalmente spodestato dal suo piedistallo quando, in occasione di una visita di Stato del presidente degli Stati Uniti, morde accidentalmente quest’ultimo al polpaccio. Finiti i fasti della regalità, Rex è momentaneamente costretto a fuggire, ma conta di recuperare il suo status di cane favorito di sua maestà.

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Royal Corgi offre una nuova dimostrazione del know-how del duo formato da Ben Stassen e Vincent Kesteloot (Robinson Crusoe [+leggi anche:
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) quando si tratta di produrre e realizzare film per il grande pubblico in 3D efficaci e di forte impatto. Il film è basato su un doppio paradigma: l’attrazione del pubblico (di tutte le età) per i simpatici animaletti che affollano regolarmente internet, ma anche per la cultura pop e il lustro ritrovato della famiglia reale britannica, alimentato dai suoi matrimoni reali o anche da una serie come The Crown.

Mescolate le due cose insieme e otterrete una commedia familiare rivolta ai più piccoli (cosa tutt'altro che ovvia in termini di film d'animazione al giorno d'oggi) senza dimenticare di strizzare l’occhio ai più grandi, grazie in particolare a una gustosa sequenza con Donald Trump, la moglie Melania, e, soprattutto, il loro cane Mitzy che cercano di far accoppiare, e che risulta essere molto abile nell'arte del bullismo, riecheggiando in modo un po’ grossolano ma divertente le dichiarazioni iper mediatiche del suo padrone.

Mentre il film prende di petto il presidente degli Stati Uniti, ride molto più discretamente della famiglia reale inglese e soprattutto del marketing che la accompagna, moltiplicando fino al ridicolo gli oggetti con l'effigie di Rex. Se alcune sequenze sembrano un po’"vuote" (specialmente i corridoi di Buckingham sembrano molto deserti), e se il personaggio della Regina (e di suo marito) scompaiono un po' troppo presto dalla storia per fare spazio alla fuga e alla riconquista del piccolo eroe, il tutto resta piuttosto vivace, e dovrebbe fare particolarmente breccia tra i più piccoli, che potrebbero essere sensibili al tema della rivalità e della gelosia, dato che Rex è il più giovane e il cocco della famiglia.

Ma Royal Corgi s’impone soprattutto come un potenziale nuovo successo per gli Studios nWave, che dopo anni di collaborazione con StudioCanal e una ristrutturazione del loro capitale (che ora include il gruppo Belga) stanno ora lavorando con Charades, che ha già venduto il film in oltre 60 territori. Va detto che la società belga è un attore riconosciuto nel settore. Bigfoot Junior [+leggi anche:
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, il film precedente di Ben Stassen, ha raccolto oltre 8 milioni di spettatori in tutto il mondo. Il trailer di Royal Corgi, presentato lo scorso ottobre, ha realizzato oltre 20 milioni di visualizzazioni su Facebook in meno di una settimana. Il film, mostrato questo fine settimana al Festival Anima di Bruxelles, dopo essere stato presentato al Festival di Alpe d'Huez, uscirà il 4 aprile in Belgio (Belga Films), il 10 aprile in Francia (Apollo Films) e all'inizio di luglio nel Regno Unito (Lionsgate).

nWave, dal canto suo, sta già producendo Bigfoot Superstar, il seguito di Bigfoot Junior.

(Tradotto dal francese)

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