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Recensione: Momenti di trascurabile felicità

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- Nel suo nuovo film, Daniele Luchetti adatta liberamente una coppia di libricini di Francesco Piccolo inquadrandoli in una commedia metafisica, tra cielo e terra, che non funziona del tutto

Recensione: Momenti di trascurabile felicità
Pif e Renato Carpentieri in Momenti di trascurabile felicità

Pif, alias Pierfrancesco Diliberto, o lo ami o lo detesti. Così come Paolo, il personaggio che il popolare attore-regista-conduttore televisivo incarna nel nuovo film di Daniele Luchetti, Momenti di trascurabile felicità [+leggi anche:
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: un uomo medio, decisamente mediocre, che in fin di vita si ritrova a fare i conti con il proprio passato, per scoprire che sono le cose apparentemente più insignificanti che forgiano davvero il nostro quotidiano, ciò che siamo e il nostro rapporto con gli altri. La sceneggiatura, liberamente tratta da una coppia di libricini di Francesco Piccolo (quello che dà il nome al film, pubblicato nel 2010, e il successivo Momenti di trascurabile infelicità) e scritta a quattro mani dal regista e lo scrittore, inquadra quelle che in origine sono due raccolte di pensieri sparsi, aforismi e paradossali frammenti di vita quotidiana in una trama metafisica, del genere Il paradiso può attendere, in cui il nostro protagonista muore in un incidente stradale, ma per un errore commesso dai funzionari dell’aldilà, gli vengono concessi altri 92 minuti di vita, durante i quali ripercorrerà, sì, qualche momento saliente, ma in maggior misura gli eventi meno importanti della sua esistenza. 

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L’inconfondibile, e martellante, voce narrante di Pif (premiato regista, lo ricordiamo, di La mafia uccide solo d’estate [+leggi anche:
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) ci accompagna sin dalla prima scena. Da anni, a bordo del suo motorino, Paolo attraversa un incrocio nell’istante preciso in cui tutti i semafori sono rossi, ma un giorno sbaglia i tempi e un’auto lo centra in pieno. Catapultato in un paradiso che assomiglia a un affollato ufficio postale, riceve da un impiegato interpretato da Renato Carpentieri la bella notizia del suo imminente ritorno, seppur brevissimo, sulla terra. Questa cornice fantastica, che vede fra l’altro gente in vestaglia passata a miglior vita protestare contro la giustizia divina (“se io dovessi raccontare quello che ho visto qua dentro… vergogna!”), diverte e incuriosisce. Quello che segue, ossia quell’ora e mezza di bonus di vita che Paolo dovrà sfruttare al meglio, sarà – a partire da quando rientra a casa e trova sua moglie Agata (l’attrice-cantautrice Thony), ignara di tutto – una serie di flashback, alcuni fulminei e altri molto lunghi, di vari episodi e quadretti di vita quotidiana, in un specie di flusso di coscienza: i tanti tradimenti, le regole trasgredite, i vizi, le indolenze, le mancanze come padre, le domande senza risposta (perché il primo taxi della fila non è mai il primo? Perché il benzinaio ti dice sempre di metterti un po’ più avanti, e te lo dice quando hai appena spento il motore? Perché il martello frangivetro è chiuso spesso in una bacheca di vetro?).

Il tutto risulta in un accumulo di tranche de vie volutamente insignificanti, senza ordine né criterio, che se sulla carta (per chi ha letto i libri) erano molto spassose e in qualche caso l’identificazione era immediata, sullo schermo, infilate l’una dopo l’altra, ti portano in alcuni momenti a guardare l’orologio e a desiderare che quei 92 minuti di bilancio esistenziale passino in fretta. “Ritratto cubista di un uomo medio”, definisce Luchetti questo suo film realizzato molto velocemente (dal suo Io sono Tempesta [+leggi anche:
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non è passato neanche un anno), rivelando di aver scritto il personaggio di Paolo appositamente per Pif. Quest’ultimo, per la prima volta protagonista di un film non diretto da se stesso, ha come sempre la sua cifra precisa, l’aria stralunata, la voce nasale, che possono piacere o non piacere. Anche da questo dipende molto del godimento del film.

Momenti di trascurabile felicità è prodotto da Beppe Caschetto per IBC Movie con Rai Cinema. Il film esce con 01 Distribution in 350 sale italiane oggi, 14 marzo.

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