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TELEVISIONE Italia

Rapporto APA: mercato tv free e pay in crescita

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- Prima analisi multi-ricerca sull’industria dell'audiovisivo. La produzione raggiunge il valore di un miliardo di euro, aumentano i capitali esteri e l’interesse dei mercati internazionali

Rapporto APA: mercato tv free e pay in crescita

Forte sviluppo della produzione; ottima performance di film tv, serie, mini-serie, sit-com che costituiscono il 38% del mercato audiovisivo; incremento dei capitali esteri nelle produzioni audiovisive e un maggiore interesse nei mercati internazionali. E naturalmente l’espansione degli Svod, soprattutto Netflix e Amazon, e lo sviluppo delle piattaforme Over The Top. Notizie positive, in una economia nazionale certamente non florida, arrivano dall’associazione dei produttori televisivi che cambia nome: da APT a APA - Associazione Produttori Audiovisivi.

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Il “1° Rapporto sulla Produzione Audiovisiva Nazionale” è stato illustrato a Roma dal presidente APA Giancarlo Leone alla presenza degli esponenti di settore. “Il mercato è in crescita per quanto riguarda la tv free e pay. Secondo le nostre stime, la buona tenuta continuerà e crescerà la cosiddetta tv non lineare, come la tv on demand. La produzione audiovisiva nazionale ha raggiunto il valore di un miliardo di euro nel 2017”, ha sottolineato Leone.

Il rapporto, che si è avvalso del contributo di diversi istituti di ricerca, tra cui E-Media, Symbola, OFI, Geca Italia e Ce.R.T.A., evidenzia il netto incremento della presenza internazionale nei progetti dei produttori indipendenti italiani, l’arrivo di capitali esteri per la crescita delle imprese audiovisive ed il successo delle produzioni italiane all’estero, su tutte le piattaforme. Tra il 2015 e il 2017 i prodotti di serialità televisiva di respiro internazionale erano all’incirca una decina, mentre tra il 2018 e il 2020 sono previsti circa 25 titoli di coproduzioni internazionali e di potenziale rilevante presenza su tutti i mercati, con una crescita del 150% rispetto al triennio precedente. "Il mercato crede nei nostri prodotti”, dice Leone. “I titoli recenti sono Gomorra, I Medici, Baby, Il miracolo, L'amica geniale, Il nome della rosa, La porta rossa, Suburra, The Young Pope. I titoli in preparazione raddoppiano: Colt, Gheddafi, I diavoli, Il Regno, Les Italiens, Lontana da te, Luna nera, Non mi lasciare, Romero, Romulus, The New Pope e altri. Si tratta di titoli che conquisteranno il mercato internazionale".

Secondo Leone, la crescita dello SVoD e l’ingresso dei gruppi esteri ha consentito ai produttori italiani di avere maggiore ambizioni, grazie a budget più qualificati. “La filiera dell'audiovisivo è composta per 3/4 da Rai, Mediaset e Sky ma ci sono 7 mila imprese che operano direttamente e indirettamente nell’ambito della produzione di serialità televisiva, di cinema, di intrattenimento, di documentari e di animazione, di cui oltre 630 con un fatturato superiore ad 1 milione di euro e 161 che hanno oltre 5 milioni di fatturato. I lavoratori impegnati nell'audiovisivo sono almeno 70mila, che aumentano grazie all'indotto". 

“Tutto ciò che sta accadendo nel settore della serialità è merito del ruolo del tax credit. E' il motore che ha generato la crescita del nostro sistema”, commenta Leone. Al termine della presentazione, il sottosegretario per i Beni e le Attività Culturali, Lucia Borgonzoni, ha dato notizia della prossima apertura di un tavolo per ridisegnare i criteri del riparto audiovisivo e puntare sull’internazionalizzazione. "Anche Netflix ha dato la propria disponibilità a prendere parte a questi tavoli, nominando un rappresentante italiano. E' un passo importante”.

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