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FILM / REVIEWS

Recensione: Fisherman's Friends

di 

- Un gruppo amatoriale di cantanti folk composto da dieci pescatori della Cornovaglia riscuote un inaspettato successo nel Regno Unito in questa allegra commedia britannica di Chris Foggin

Recensione: Fisherman's Friends

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, che segue l'improbabile ascesa di una formazione di cantanti pescatori della Cornovaglia. Liberamente ispirato a una storia vera, questa commedia musicale leggera mette in scena una versione romanzata della band reale in una sciropposa favola di riscatto di un gruppo di perdenti.

Pur puntando principalmente al mercato nazionale (dove è uscito questa settimana con Entertainment Film Distributors, con risultati al box office oltre le aspettative), il film è stato comunque prevenduto in Spagna (Sun Distribution) e Scandinavia (Scanbox). Ma nonostante un cast che include attori di tutto rispetto come James Purefoy e Tuppence Middleton, la pellicola è ben lontana dall’appeal di film come Full Monty e Calendar Girls a cui mira, poiché l’amabile premessa è sovvertita da una scrittura e da una trama davvero sciatte.

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Con tutte le buone intenzioni, gli scrittori del film (Piers Ashworth, Meg Leonard e Nick Moorcroft) cercano di basare la loro storia sulla contrapposizione tra la Gran Bretagna metropolitana e quella rurale. Il regista Chris Foggin apre con alcune inquadrature sorprendenti di Port Isaac, in Cornovaglia, cittadina ancora florida grazie alla sua industria ittica e al turismo. In questo rifugio pittoresco arriva Danny (Daniel Mays) e i suoi colleghi di un’agenzia musicale londinese (Noel Clarke e Christian Brassington), per il weekend di addio al celibato di un amico. Gli orgogliosi abitanti locali tollerano fino a un certo punto i ricchi e condiscendenti forestieri; appena girano le spalle, i tradizionali idiomi della Cornovaglia come "emmet" (che significa "formica") sono mormorati tra i denti.

Verso la fine del loro viaggio, i londinesi si imbattono in un concerto pubblico all'aperto tenuto dai Fisherman's Friends sul molo principale. Definito come il "rock and roll del 1752", la band di dieci pescatori trasandati fa vibrare le classiche baracche di mare per la gioia di una folla di tutte le età. Alcuni testi sono osceni (uno dei cantanti più anziani urla "Qualcuno vuole succhiare un Fisherman’s Friend?"), ma l'atmosfera è quella di una vivace festa parrocchiale di campagna. Sorpreso dall'autenticità della musica folk che ascolta, Danny si offre di rappresentare i Friends, e avvia un improbabile tentativo di farli firmare con un'etichetta discografica importante (e di corteggiare la bella padrona di casa Alwyn, interpretata da Middleton).

Fin qui, tutto molto bello. Ma nella sua seconda parte, il film inizia a perdere colpi. Una lunga sottotrama sulla proprietà della pregiata taverna locale di Port Isaac suona forzata e troppo familiare a film di questo tipo. Poi c'è una sequenza imbarazzante in cui i Friends, in città alla ricerca di fama e fortuna, coinvolgono un pub alla moda dell'East London in un improbabile sing-along di “What Shall We Do With the Drunken Sailor?” ("Cosa ci facciamo con il marinaio ubriaco?"). Assurdamente irrealistico, è un emblema dello sforzo dei cineasti per rendere cinematografica questa storia dolcemente eccentrica e molto british.

Nella realtà, i Fisherman's Friends sono stati scoperti nel 2009 dal presentatore della BBC Radio Johnnie Walker, e hanno continuato ad avere una grande visibilità nei media nazionali, oltre ad apparire in festival come Glastonbury. All'inizio, questa versione filmica ha il calore del recente lavoro di Ken Loach, come La parte degli angeli [+leggi anche:
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ha anche un piccolo ruolo come uno dei Friends). Ma nel suo complesso, ti chiedi come potrebbe essere una versione più artistica e sensata di questa piccola storia.

Fisherman’s Friends è prodotto dalle britanniche Fred Films e Powderkeg Pictures, con finanziamenti della statunitense BondIt Media Capital. Legacy Rights gestisce le vendite internazionali.

 

(Tradotto dall'inglese)

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