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ONE WORLD PRAGUE 2019

Recensione: Another Chance

di 

- Il nuovo documentario di Eva Tomanová è una storia intrigante e compiuta su un truffatore sentimentale e una donna più grande innamorata e incinta di lui

Recensione: Another Chance

Il nuovo film della giornalista investigativa e documentarista ceca Eva Tomanová (meglio conosciuta per il titolo IDFA del 2015 Always Together [+leggi anche:
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]
), Another Chance [+leggi anche:
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, ha vinto il Premio speciale della giuria del Concorso ceco al recente One World International Documentary Film Festival, dove è stato proiettato in anteprima mondiale.

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Another Chance si apre con una scena di tribunale in cui il giudice legge le accuse contro Mirek, un uomo sulla trentina che ha truffato un certo numero di donne per ingenti somme di denaro fingendo interesse romantico. Nel frattempo, Monika, sulla quarantina, con un figlio piccolo e una figlia nella prima adolescenza, sta facendo un'ecografia di quello che sarà il suo terzo figlio, il cui padre è Mirek.

Monika è molto innamorata di Mirek, e ha gli occhi pieni di lacrime mentre legge una delle sue lettere d'amore. Ci rendiamo conto che non è completamente cieca davanti ai misfatti del suo fidanzato quando gli fa visita in carcere e gli chiede di prometterle che smetterà di mentire. La sua reazione un po' irritata indica ciò che lo psicologo della corte dedurrà prima di pronunciare la sentenza di sei anni e mezzo: Mirek è un egocentrico manipolatore con bassa tolleranza alla frustrazione e bisogni emotivi superiori non sviluppati.

Quindi, perché Monika dovrebbe credere per un secondo che non la imbroglierà? Tra una miriade di ragioni possibili c’è il fatto che quando ha scoperto di essere sieropositiva e ha appurato di non essere stata contagiata da Mirek, che non lo era, lui le ha chiesto di sposarlo.

Dopo che la sentenza di Mirek passa in giudicato, qualcosa cambia nella loro relazione – o, piuttosto, nella visione di Monika, che per prima cambia dopo aver dato alla luce una bambina sana. Tormentata dall'incertezza data dal fatto che Mirek sarà lontano per così tanto tempo e dai debiti che dovrà pagare una volta uscito di prigione, Monika cade in depressione. Le sue lettere non sono più romantiche; esprimono frustrazione e preoccupazione. Dopo che lei lo va a trovare con il loro bambino, e lui chiede perché non è stato indicato come il padre (cosa che avevano concordato per ragioni finanziarie) e inizia a minacciarla con gli avvocati, la sua liberazione diventa qualcosa che Monika teme, piuttosto che desiderare.

I due frammenti di un'intervista in carcere che Tomanová ha fatto a Mirek si differenziano nettamente dal resto del film. Ripreso attraverso le sbarre della cella nella semioscurità, e con la testa ora rasata, rivela un personaggio che corrisponde con la valutazione dello psicologo. Congeda le donne che ha truffato come "stupide" e afferma che "ci sono ancora molte opzioni là fuori".

Tomanová opta per una semplice forma di narrazione, con i cambiamenti fisici e psicologici di Monika, e la crescita della figlia, che servono a indicare il tempo che passa. Ciò rende le dinamiche emotive molto chiare, quasi come in un film di finzione ben mappato, che fa riflettere lo spettatore sul processo alla base della selezione e del montaggio del contenuto incluso nel film finito. Ma è una storia multistrato in cui nulla è nero o bianco: anche Monika appare aspra, egoista e giudicante. Alla fine, Another Chance è un film accattivante con un argomento intrigante, e dei protagonisti che sono tutt'altro che simpatici, ma che ricevono un trattamento equo per i loro caratteri complessi e le loro complicate relazioni.

Another Chance è una produzione ceca della praghese Endorfilm, e i diritti internazionali sono ancora disponibili.

(Tradotto dall'inglese)

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