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FILM / REVIEWS

Recensione: Blanche comme neige

di 

- Anne Fontaine modernizza la favola dei fratelli Grimm con l’emancipazione di una donna incarnata dalla brillante Lou de Laâge minacciata dalla diabolica Isabelle Huppert

Recensione: Blanche comme neige
Lou de Laâge e Isabelle Huppert in Blanche comme neige

"Prima non sapevo nemmeno di avere dei desideri, ora voglio viverli". È una Biancaneve emancipata, bella, trasparente e pura come il suo modello ispirato dalla famosa favola dei fratelli Grimm, ma di costumi molto più rilassati, pur essendo sempre il bersaglio della gelosia e della malevolenza di una pericolosa rivale più matura, che la cineasta francese Anne Fontaine ha scelto come protagonista del suo nuovo film, il giocoso Blanche comme neige [+leggi anche:
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, lanciato mercoledì 10 aprile nelle sale francesi da Gaumont e che avrà la sua prima internazionale nella competizione del Tribeca Film Festival (dal 24 aprile al 5 maggio).

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Foresta profonda, foschia, cascata, cacciatore, scogliera confinante con una tortuosa strada di montagna, santuario cristiano in ricordo di una miracolosa apparizione, casa immersa nei boschi, complotto criminale e occultismo, magia nera, fuoco e colori scarlatti, mela avvelenata, sette uomini benevoli e diversi sedotti da una giovane donna: tutti gli ingredienti del racconto originale sono presenti nella sceneggiatura (ideata dalla regista e Pascal Bonitzer, con la collaborazione di Claire Barre), ma tutto inizia a Lione, al giorno d’oggi, sulle orme di una giovane jogger, Claire (Lou de Laâge, che buca lo schermo per tutto il film), impiegata in un albergo di lusso dalla matrigna Maud (Isabelle Huppert, regina delle tenebre, di crudeltà, istinto di dominio e sofferenza nascosta). Rapita e gettata nel bagagliaio di una macchina contro cui si scontrerà un cinghiale, la nostra eroina fugge, braccata nella foresta, e deve la vita all'intervento di un cacciatore, Pierre (Damien Bonnard) che a causa del suo passato non intende chiamare la polizia e vive in una grande casa isolata nel Vercors con il suo gemello François e il violoncellista ipocondriaco Vincent (Vincent Macaigne). Ospitata dal trio, Claire si adatta rapidamente a questo ambiente naturale ("la montagna attiva il sangue") dove si sente rinata (sua madre è morta da tempo e suo padre è scomparso di recente) e dove tutti gli uomini locali si innamorano di lei come di una principessa, ognuno a suo modo e con le rispettive fragilità: il veterinario Sam (Jonathan Cohen), il libraio Charles (Benoît Poelvoorde) e suo figlio Clément (Pablo Pauly), il padre Guilbaud (Richard Fréchette). In linea con il precetto di Sant'Agostino "ama e fa ciò che vuoi", Claire dà briglia sciolta alla sua sensualità e consuma con l'uno e con l'altro decidendo di non appartenere a nessuno. Ma ha segnalato la sua posizione alla sua matrigna e questa non tarderà a comparire, sopraffatta da una gelosia mortale (il suo amante, interpretato da Charles Berling, ha una cotta per Claire) e con disegni molto oscuri...

Costruito in tre parti (battezzate "Claire", "Maud" e "Blanche-Neige"), il film svela a poco a poco i gangli del suo mistero iniziale e si diverte a giocare con codici molto hitchcockiani. Sfruttando al massimo gli splendidi scenari naturali (molto ben utilizzati dal direttore della fotografia Yves Angelo) e una musica composta ad hoc da Bruno Coulais, Anne Fontaine tesse con umorismo una trama bizzarra che offre un contesto fantastico alle sue due attrici (che si concedono in particolare a un rock da antologia) e lascia il campo libero alle (molto più ineguali) performance dei suoi otto ruoli secondari maschili. Naturalmente, l’esito prevedibile della storia limita un po’ l'intensità del tutto, ma la regista firma con Blanche comme neige un lavoro sofisticato e disteso sul tema dell'emancipazione affettiva e sessuale di una donna, un argomento che ha una grande risonanza nel mondo contemporaneo.

Prodotto da Mandarin Production e da Ciné@, Blanche comme neige è coprodotto da Gaumont, France 3 Cinéma, Scope Pictures, Cinéfrance e Les Films du Camélia. Le vendite internazionali sono curate da Gaumont.

(Tradotto dal francese)

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