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FILM / REVIEWS

Recensione: Lo dejo cuando quiera

di 

- Con questa versione spagnola diretta da Carlos Therón, Mod Producciones prova a replicare il successo al botteghino del film italiano Smetto quando voglio

Recensione: Lo dejo cuando quiera
Carlos Santos, David Verdaguer e Ernesto Sevilla in Lo dejo cuando quiera

Mod Producciones, compagnia capitanata da Fernando Bovaira, produttrice dei film di Alejandro Amenábar (Ágora [+leggi anche:
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, Los otros) e del messicano Alejandro González Iñárritu (Biutiful [+leggi anche:
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), è riuscita astutamente a raggiungere successi che hanno poi contribuito a mettere in piedi proposte artistiche più rischiose (e costose). Ora, associato a Telecinco Cinema, il team cercherà di ripetere un colpo da maestro con Lo dejo cuando quiera [+leggi anche:
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, un altro film che propone risate selvagge e divertimento assoluto, una versione spagnola del blockbuster italiano Smetto quando voglio [+leggi anche:
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intervista: Sydney Sibilia
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, diretto da Carlos Therón (già autore di titoli comici come Fuga de cerebros 2 [+leggi anche:
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e Es por tu bien [+leggi anche:
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Sembra che l'Italia si stia affermando come un laboratorio le cui formule si ripetono con successo dall'altra parte delle coste del Mediterraneo: Álex de la Iglesia ha incassato molto di più con la sua revisione di Perfectos desconocidos [+leggi anche:
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(20,7 milioni di euro) che con film più autoriali e personali. Resta da vedere quali risultati al botteghino otterrà questo Lo dejo cuando quiera e sesi convertirà (o meno) in una saga cinematografica, come è successo con l'originale della penisola italiana, dove sono già usciti tre titoli consecutivi.

Gli sceneggiatori Cristóbal Garrido e Adolfo Valor hanno preso l’originale transalpino e lo hanno portato sul terreno ispanico, tagliando il numero o cambiando il sesso a qualcuno dei suoi personaggi centrali, ma la trama è la stessa: alcuni professori riescono a uscire dalla precarietà economica trafficando droghe sintetiche molto amate tra i giovani. Così, Lo dejo cuando quiera diventa un lontano cugino di Breaking Bad, serie americana che viene omaggiata in alcuni dei suoi dialoghi. È un film di umorismo nero, selvaggio e senza complessi che, scherzando sulla crisi economica e sulla perdita del prestigio lavorativo dei titoli universitari, assicura che il pubblico senza troppe pretese artistiche si diverta guardandolo tanto quanto gli attori che lo interpretano.

Questi sono David Verdaguer (attore feticcio di Carlos Marqués-Marcet che torna felicemente alla commedia – qui c'è il suo delirante momento L’attimo fuggente a deliziarci – dopo la sua incursione nel genere con No culpes al karma de lo que te pasa por gilipollas [+leggi anche:
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), Ernesto Sevilla (uno dei migliori comici spagnoli, che ci ha già fatto ridere a crepapelle in Campamento Flipy [+leggi anche:
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) e Carlos Santos, una sorpresa dopo averlo visto, in un registro diametralmente opposto, nel thriller politico El hombre de las mil caras [+leggi anche:
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intervista: Alberto Rodríguez
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, diretto da Alberto Rodríguez (da segnalare qui un numero musicale, al ritmo della hit degli anni Ottanta Sarà perché ti amo dei Ricchi e Poveri, semplicemente antologico e psicotropico).

Sono supportati in questa festa lisergica da Cristina Castaño (che ha lavorato nella serie TV Cuerpo de élite e in commedie come Bajo el mismo techo [+leggi anche:
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), Miren Ibarguren (Fe de etarras [+leggi anche:
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) e Ernesto Alterio, nel ruolo di un personaggio ambiguo e manipolativo. Il lavoro di tutti loro, più una colonna sonora commisurata allo sballo sperimentato dai personaggi e una fotografia dai colori stratosferici in stile Una notte da leoni, insieme a un montaggio frenetico, rendono Lo dejo cuando quiera una sorta di cartone animato ricco di eccessi: un inconsistente piacere colpevole.

Lo dejo cuando quiera è un film di Mod Producciones e Telecinco Cinema, con la partecipazione di Movistar + e Mediaset España. Delle sue vendite internazionali si occupa Filmax. A distribuirlo è Sony Pictures Entertainment Iberia, che lo lancia il 12 aprile nelle sale spagnole.

(Tradotto dallo spagnolo)

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