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VISIONS DU RÉEL 2019

Recensione: Kiruna - A Brand New World

di 

- Il primo lungometraggio documentario di Greta Stocklassa è uno sguardo misurato ma anche emotivo su una città costretta a spostarsi a causa degli effetti dell'estrazione del ferro

Recensione: Kiruna - A Brand New World

Il primo lungometraggio documentario della regista ceco-svedese Greta Stocklassa, Kiruna - A Brand New World [+leggi anche:
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, dà uno sguardo approfondito alla città del titolo, situata nel Circolo Polare Artico, proprio sopra la miniera sotterranea di ferro più grande del mondo. Le attività minerarie hanno cominciato a causare il collasso della città, e il trasferimento di una grossa fetta dell'insediamento è in corso. Il film, che è stato presentato in anteprima mondiale nel Concorso internazionale di Visions du Réel, guarda a come gli abitanti stanno gestendo questi cambiamenti.

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Stocklassa si concentra su tre protagonisti principali: l'insegnante di scuola Timo, l'adolescente per metà Sami Maja e il giovane rifugiato yemenita Abdalrahman. Timo, vero leader della comunità, gestisce anche il circolo filosofico settimanale in un bar locale, dove per lo più persone di mezza età e anziani si riuniscono per discutere di questioni attuali. Maja sta per laurearsi e vuole diventare una truccatrice, ma è anche molto desiderosa di scoprire di più sulla sua eredità Sami. E Abdalrahman sta combattendo per ottenere la residenza definitiva in Svezia.

Dopo che Stocklassa ci introduce brevemente a questi personaggi, la accompagniamo in un tour della miniera, chiamata Kirunavaara e gestita dalla compagnia mineraria LKAB. Qui abbiamo la possibilità di conoscere meglio la meccanica esatta del settore minerario, i piani della città e dell'azienda per trasferire un terzo della città entro il 2033, e l'intero sito entro il 2100. "È un progetto gigantesco che durerà un secolo", dice il narratore nel video promozionale di LKAB.

Mentre seguiamo Timo, Maja e Abdalrahman, scopriamo le loro connessioni emotive con Kiruna. Una scena in cui Timo pesca sul ghiaccio con sua figlia e il suo bambino, durante i quali la figlia dice che non vuole tornare a Kiruna, provocando una reazione di grande tristezza a suo padre, dipinge i suoi sentimenti per la sua città natale in modo straziante.

Attraverso l'interesse di Maja per le sue origini Sami, apprendiamo che l'estrazione mineraria distrugge le foreste che sono necessarie per la sopravvivenza delle renne, la principale fonte di cibo e vestiti per questa minoranza etnica. I nonni di Maja raccontano come non avevano il permesso di parlare la lingua Sami quando erano bambini, creando un netto contrasto con il video promozionale di LKAB, che decanta l'unità dell'uomo e della natura sulle immagini dei Sami nei loro colorati abiti etnici.

Il film è riccamente strutturato e utilizza le varie location che la città ha da offrire, con porzioni attentamente misurate dedicate a ogni aspetto della storia, che sono sapientemente intrecciate fra loro dalla montatrice Hana Dvořáčková. Stocklassa crea anche un po’ di suspense all'inizio del film: mentre Maja va a letto all'1.37 del mattino, improvvisamente tutto inizia a tremare nell'oscurità. Ovviamente, si tratta di detonazioni minerarie, ma lo scopriremo solo più tardi.

Tecnicamente, il film è impressionante, poiché sfrutta le notti polari nella sua prima parte per alcuni effetti visivi mozzafiato, per gentile concessione del DoP Stanislav Adam. La grandiosa musica d'organo di Pavel Jan riflette la natura monumentale del concetto stesso di città e lo sforzo per spostarla, specialmente nelle scene in cui vediamo intere case trasportate da camion.

Kiruna - A Brand New World è una produzione della praghese Analog Vision e le vendite internazionali sono curate dalla lussemburghese Paul Thiltges Distributions.

(Tradotto dall'inglese)

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