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CANNES 2019 Concorso

Recensione: Sorry We Missed You

di 

- CANNES 2019: Il due volte vincitore della Palma d'Oro Ken Loach affronta lo stress che le famiglie subiscono a causa della gig economy e dell'esternalizzazione del lavoro

Recensione: Sorry We Missed You
Kris Hitchen e Katie Proctor in Sorry We Missed You

Con l'ultimo film che ha fatto, Io, Daniel Blake [+leggi anche:
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, Ken Loach vinse la Palma d'Oro mettendo in luce il comportamento senza scrupoli del governo britannico nel negare i benefici della previdenza sociale ai disabili (e ad altri gruppi). Il film scatenò un enorme dibattito nazionale una volta rientrato a casa. Questa volta, il vincitore di due Palme d'Oro torna in concorso al Festival di Cannes con Sorry We Missed You [+leggi anche:
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, un attacco alle pratiche di impiego con cui le imprese usufruiscono delle leggi sulla gig economy per aggirare i loro obblighi e impostare schemi salariali basati sugli obiettivi.

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È un tema brillante che interesserà tanti giornalisti presenti a Cannes, molti dei quali fanno parte della gig economy, ma come dramma, il film manca dei momenti di umorismo e di tregua, così come di un’analisi più approfondita, che resero Io, Daniel Blake un giro sulle montagne russe emozionale. Sorry We Missed You è più un canto funebre.

Il film comincia in un luogo buio – letteralmente, giacché ascoltiamo delle voci su uno schermo nero che discutono le pratiche di impiego di un'impresa di consegne di successo a Newcastle. Ricky (interpretato da Kris Hitchen) ci fa sapere subito che è troppo orgoglioso per accettare sussidi, e così ha accettato un lavoro che lo costringe a mettersi in proprio – anche se il lato amministrativo della creazione di una piccola azienda viene sorvolato. Ma questo perché Loach e lo sceneggiatore Paul Laverty sono concentrati nel raccontare la singolare storia di come Ricky e la sua vita familiare vadano in pezzi a causa del suo nuovo lavoro. Il suo capo, Maloney (Ross Brewster), è spietato tanto quanto la sua testa è calva. È un cattivo troppo da pantomima, anche se ci mette del tempo per mostrare quanto sia veramente duro di cuore.

In realtà, è nel mondo lontano dal lavoro e in casa di Ricky che Sorry We Missed You diventa più interessante. Il titolo del film deriva dai bigliettini che i corrieri lasciano quando i destinatari sono fuori, ma si applica qui anche ai sentimenti che la famiglia di Ricky ha quando papà e mamma sono via per lavoro. La mamma Abbie (Debbie Honeywood) è la grazia salvifica – sia della vita delle persone intorno a lei che di questo film. È una badante domestica e, attraverso di lei, il regista mostra in modo molto più sottile e interessante come gli anziani e le persone bisognose della comunità siano stati abbandonati dai tagli del governo, e la pressione che l'assistenza sanitaria in outsourcing ha messo sugli assistenti per fornire servizi con il minimo aiuto. Il film non lo specifica, ma le uniche persone che traggono beneficio da entrambe queste economie sono il management e i proprietari – e il suo manager, che sentiamo brevemente al telefono, è emotivamente più che manipolativo. È uno stato di cose torrido e terribile. Per buona misura, Loach mostra anche quanto possa essere dannoso lo stress per i bambini: sia il turbolento adolescente Seb (Rhys Stone) sia la sua delicata sorellina Lisa Jane (Katie Proctor) prendono decisioni irrazionali.

Quindi Loach ha realizzato un altro film importante sulla società di oggi. Ma in termini esclusivamente drammatici, la natura quasi shakespeariana e schematica della scomparsa di Ricky è fin troppo prevedibile.

Sorry We Missed You è prodotto da Wild Bunch (Francia), Sixteen Films (Regno Unito), BBC Films (Regno Unito), BFI Films (Regno Unito), Les Films du Fleuve (Belgio) e Why Not Productions (Francia). Wild Bunch si occupa anche delle vendite internazionali.

(Tradotto dall'inglese)

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