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CANNES 2019 Quinzaine des Réalisateurs

Recensione: First Love

di 

- CANNES 2019: Takashi Miike offre un racconto divertente e violento su una giovane coppia che si incontra, si innamora e poi combatte contro la polizia e la Yakuza

Recensione: First Love
Sakurako Konishi e Masataka Kubota in First Love

Takashi Miike produce film a ritmo industriale. Il prolifico regista giapponese ne ha realizzati un centinaio (sono così tanti che lui stesso ha perso il conto), per una media di una mezza dozzina all'anno. Non sorprende, quindi, che i risultati siano altamente irregolari, ma la magia di Miike va a segno quando la storia è sufficientemente equilibrata per smorzare gli attacchi di violenza sfrenata che impone allo spettatore, essendo i suoi film un collage di scene d'azione di arti marziali, con l’aggiunta di animazione e surrealismo. Proiettato alla Quinzaine des Réalisateurs di Cannes, First Love [+leggi anche:
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scheda film
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è uno dei lavori più riusciti di Miike, con personaggi accattivanti e il suo marchio pop-violenza consegnato in dosi gestibili.

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Come preludio alle scene d’azione che seguiranno, Miike stimola i nostri appetiti cominciando il film su un ring di pugilato. Leo (Masataka Kubota) è un giovane pugile promettente che irrita il suo allenatore per la sua mancanza di entusiasmo quando vince. Ma il pugilato è uno sport pericoloso, e una visita all'ospedale per un controllo rivela un tumore al cervello; di conseguenza, Leo deve confrontarsi con la propria mortalità per la prima volta. Ovviamente, lo fa cercando di fare cose superumane e aiutando una giovane donna inseguita da un vecchio. Ricordate quando Alabama non era chi Clarence pensava che fosse in True Romance di Tony Scott? Bene, viene fuori che questa giovane donna, Yuri (Sakurako Konishi), conduce una doppia vita e ha identità diverse, a seconda di chi le sta parlando. Fa parte del ventre della città ed è coinvolta in un piano per rubare della droga. E così, scoppia il caos.

Il ritmo è incessante nella quarta collaborazione di Miike con la Recorded Picture Company di Londra. Ogni scena sembra portare con sé un nuovo personaggio con un'arma diversa che può mutilare e uccidere. Le gang rivali si decapitano a vicenda dopo che Kase (Shota Sometani), un novello gangster, cerca di stringere un patto con alcuni sbirri corrotti, ma questi piani finiscono male quando l'affare di droga va diabolicamente storto.

Nonostante una testa decapitata qua e là e alcuni sanguinosi combattimenti con le spade di samurai, questo è uno lavoro notevolmente trattenuto del regista – almeno fino alle scene clou, quando tutte le forze divergenti si riuniscono per la battaglia finale in un capannone. Lì scatta il caos, con l’arrivo di alcune animazioni pop-art e omicidi sanguinosi.

La trama si svolge come un western. Il film inizia con i nostri personaggi principali che si incontrano e introduce tutti i potenziali ostacoli che li separano dal vivere felici e contenti, incluso, in modo esilarante, un uomo di mezza età in mutande che viene evocato dall'immaginazione di Yuri. Una volta che il set-up è completo e Miike ha fatto un buon lavoro nel coinvolgere un sacco di personaggi senza confondere le cose, la seconda metà è solo un pozzo di violenza pop che costruisce il gran finale.

First Love è una coproduzione giapponese-britannica guidata da OLM, Recorded Picture Company e Toei Company. Le vendite sono curate dalla londinese HanWay Films.

(Tradotto dall'inglese)

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