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KARLOVY VARY 2019 East of the West

Recensione: Nova Lituania

di 

- Il lungometraggio d'esordio del regista lituano Karolis Kaupinis esamina il personale e il politico con uno sguardo misurato e attento

Recensione: Nova Lituania
Aleksas Kazanavicius (a destra) e Vaidotas Martinaitis in Nova Lituania

Tracciando alcuni paralleli a volte scomodi con lo stato attuale della politica mondiale, Nova Lituania [+leggi anche:
trailer
intervista: Karolis Kaupinis
scheda film
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esamina la Lituania del 1938. Mentre celebra i 20 anni della sua indipendenza, l'annessione della capitale della Lituania, Vilnius, da parte della Polonia e la minaccia della Germania di fare altrettanto con la città di Klaipeda portano tensione in tutto il paese. Nel suo primo lungometraggio, proiettato nella sezione East of the West a Karlovy Vary, Karolis Kaupinis prende questi eventi storici e li mostra dalla prospettiva di Feliksas Gruodis, un geografo che vuole salvare il suo paese.

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Gruodis ha quella che sembra un'idea quasi assurda: creare una "Lituania di riserva" dall'altra parte del mondo. Di fatto, nonostante lo spettro della guerra che incombe e la reale possibilità che la Lituania venga spartita tra i suoi vicini, la maggior parte della gente ride di Gruodis. L'unica persona che lo ascolta è l'ex primo ministro della Lituania, che rimane incuriosito dall'idea di salvare lo Stato. Ma mentre la situazione politica peggiora, diventa chiaro che il matrimonio di Gruodis sta cadendo a pezzi quanto il suo amato paese. Il piano di Gruodis è davvero quello di salvare tutta la Lituania? O sta cercando di salvare il suo matrimonio? Mentre il clima politico si deteriora, tutti i soggetti coinvolti devono affrontare la realtà della situazione.

Kaupinis realizza un’opera attenta e controllata girata in un nitido bianco e nero. Ci sono momenti in cui il film ha quasi un'aria di satira, con alcune scene che ricordano i film di propaganda. Certamente, l'incertezza sulla politica mondiale e l’attestazione quasi serena che "tutto si risolverà" mostrata nel film risuonano fortemente con lo stato del mondo moderno. È un promemoria sconcertante del fatto che alcune delle decisioni che hanno portato ad alcuni dei momenti più terribili della storia umana sono nate dal compromesso e dalla paura.

Ma il film tratta anche della vanità individuale e di come il grande palcoscenico della politica mondiale possa essere scosso dalle fobie umane. Kaupinis e il direttore della fotografia Simonas Glinskis fanno un ampio uso dello spazio, mostrando coloro che vivono in quartieri opulenti e quelli invece più affollati. Le loro situazioni individuali diventano uno specchio della complessità della politica mondiale e riducono la politica a ciò che a volte è: un gruppo di umani che si spintonano per ottenere più spazio.

Aleksas Kazanavicius offre una bella performance nel ruolo del protagonista, usando un'energia contenuta per dare vita a un uomo a metà tra un visionario folle e un individuo incapace di vedere le fratture nei suoi rapporti personali.

Chi non ha buone basi di storia europea degli anni '30 potrebbe a volte trovare il film un po' difficile da seguire, e potrebbe anche trovare gran parte della sua risonanza limitata a livello nazionale, essendo focalizzato sulla storia della Lituania. Ma dopo essere stato molto apprezzato per i suoi cortometraggi, Kaupinis conferma il suo talento con Nova Lituania. Si spera che, dopo la première nella competizione East of the West, il film abbia un buon percorso nel circuito dei festival e che vada bene a livello nazionale.

Nova Lituania è prodotto da M-Films (Lituania), e le sue vendite sono gestite dall’olandese Some Shorts.

(Tradotto dall'inglese)

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