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KARLOVY VARY 2019 East of the West

Recensione: Aga's House

di 

- Il lungometraggio d'esordio di Lendita Zeqiraj è un dramma di formazione con un grande potenziale, il cui punto forte sono le interpretazioni degli attori principali

Recensione: Aga's House
Arti Lokaj in Aga's House

La regista kosovara Lendita Zeqiraj ha viaggiato per più di 300 festival internazionali con i suoi precedenti cortometraggi. Il suo ultimo lavoro, Fence, ha vinto il Best Short Award ai Festival cinematografici di Palm Springs, di Hampton e di New Orleans, qualificandosi così tre volte per l’Academic Award nella stessa categoria. Il suo tanto atteso film d’esordio, Aga's House [+leggi anche:
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, ha aperto il concorso East of the West del Festival internazionale del cinema di Karlovy Vary.

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Aga (Arti Lokaj), un bambino di nove anni, vive con sua madre, Kumria (Shengyl Ismaili), e quattro donne problematiche in quello che sembra essere un angolo remoto dell’aspro paesaggio del Kosovo. Il bimbo sviluppa una relazione particolare con Cera (Bashri Lushtaku), un uomo arrogante e violento che è – giustamente – detestato e temuto dalle donne, specialmente dalla sua ex moglie Lumja (Adriana Matoshi). Cera sembra essere l’unico a sostenere Aga nella sua costante ricerca del padre scomparso.

Si viene a conoscenza delle storie dei personaggi femminili attraverso lunghe conversazioni: il dialogo è realistico, giocoso e alquanto efficace nel riflettere la complessità di queste cinque donne agitate. L’intenzione di descrivere la profondità dei personaggi nella maniera più completa possibile è certamente ammirevole, ed è fatto in un modo molto coinvolgente per lo spettatore. In aggiunta, l’intreccio legato al tentativo di suicidio di Zdena (Rebeka Qena), la loro vicina di casa croata che cerca di insegnare ad Aga qualche parola di serbo, gioca un ruolo secondario nello sviluppo della trama principale, ma ancora – lodevolmente – offre uno scenario sottile che rispecchia i conflitti socio-politici della società kosovara.

Le caratteristiche più spiccate dell’opera di Zeqiraj sono indubbiamente le interpretazioni dei protagonisti: le cinque donne di Aga's House sono personaggi ricchi di contraddizioni, il cui passato è troppo gravoso da sostenere, e la trasformazione di Bashri Lushtaku eccelle nell’esprimere l’atteggiamento ambiguo di Cera – a volte accudente, altre volte violento e duro – nei confronti del giovane Aga.

Inoltre, un plauso ben meritato dovrebbe andare al direttore della fotografia tunisino Sofian El Fani (La [+leggi anche:
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), il cui stile fotografico manuale e irrequieto descrive potentemente le tensioni tra i membri di questa famiglia tormentata.

Aga's House promette bene per il futuro della regista, avendo realizzato un film drammatico di formazione dotato di grande potenziale.

Il film è stato prodotto da Bujar Kabashi per la n’Art Films di Pristna, in coproduzione con Woof Films (Croazia), Sacrebleu Productions (Francia), Ska-ndal e SY13 Films (Albania).

(Tradotto dall'inglese da Gilda Dina)

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