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LOCARNO 2019 Concorso

Recensione: Maternal

di 

- Le suore cercano di fare da guida a dieci madri in questo torrido racconto girato in Argentina dall'italiana Maura Delpero

Recensione: Maternal

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di Maura Delpero è ambientato in un “hogar”, un convento italiano per ragazze madri sole, gestito dalle suore. Quest’ultime offrono un’abitazione alle giovani ragazze, a patto che seguano le regole e diano ai figli un orientamento religioso. In questo avamposto di Buenos Aires, dieci mamme e le suore vivono una fragile coesistenza.

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La regista Delpero ha lavorato in un “hogar” per quattro anni, e questa storia inventata è vagamente basata su ciò a cui ha assistito allora. Una volta Delpero ha visto una giovane suora tenere il bambino di una ragazza madre, e quest’immagine l’ha ispirata a scrivere la sceneggiatura. In effetti, il suo film d’esordio è ricco di immagini straordinarie.

È il capovolgimento del suo modus operandi abituale, dato che la Delpero ha precedentemente lavorato a documentari che esploravano i limiti tra finzione e realismo, e per i quali ha vinto diversi premi. Nel 2012 è stata nominata ai David di Donatello per la sua opera Nadea e Sveta.

La Delpero ha scritturato delle attrici non professioniste per interpretare le due ragazze madri al centro del film, ed entrambe sono superbe. Denise Carrizo interpreta Fatima, una timida ragazza incinta che è la migliore amica della testa calda Luciana, interpretata da Agustina Malala, scoperta proprio in un “hogar”. Luciana è divisa tra il crescere la sua tenero bambina e il desiderio di scappare dall’istituto per stare con il compagno violento. Nonostante le loro diverse personalità, l’esperienza condivisa della maternità adolescenziale porta le due donne a stare vicine.

È un’estate calda e umida, e la direzione della fotografia di Soledad Rodriguez sembra far gocciolare di sudore lo schermo del cinema. La differenza tra il mondo delle ragazze e quello delle suore è resa in maniera estremamente limpida in una scena in cui le due giovani madri ballano e fanno twerking su una musica ad alto volume come se fossero in un club, mentre una coppia di suore sedute guarda fuori dalla porta chiusa. Sebbene siano fisicamente vicine le une alle altre, sono mondi separati. Tutta l’azione si svolge nell’istituto, con una scena ripresa dal tetto che offre uno sguardo sulla città.

L’unica suora a cavallo dei due mondi è sorella Paola – interpretata dalla star di Respiri [+leggi anche:
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, Lidiya Liberman – arrivata dall’Italia per terminare il suo noviziato e prendere gli ultimi voti, in un periodo che anche per lei è di grande confusione. Paola si lega a Fatima, e quando Luciana scappa improvvisamente dal convento, inizia a prendersi cura della sua adorabile bambina Nina (Isabella Cilia). Un legame che complica la relazione che Paola ha con il proprio destino.

È un film d’esordio straordinario, pieno di osservazioni meravigliose, come per esempio i quadri sui muri nel “hogar” che contrastano nettamente con i tatuaggi di Luciana. Per quanto l’arco narrativo sia piuttosto prevedibile, è molto enfatico e coinvolgente. Maternal pone le grandi domande della vita senza farlo direttamente: che cosa fa di una madre una buona madre? Cosa significa essere umani? Esiste dio? In questo rigoglioso debutto, sono soprattutto le piccole occhiate che si scambiano le tre giovani donne a rivelare le dinamiche tra loro, nel passaggio dall’infanzia all’età adulta.

Prodotto dalla società argentina Campo Cine e dalle italiane dispàrte e Vivo Film con RAI Cinema, Maternal è venduta a livello internazionale da Charades.

(Tradotto dall'inglese da Gilda Dina)

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