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LOCARNO 2019 Concorso

Recensione: A Girl Missing

di 

- Con il suo nuovo film, Kôji Fukada rimette ancora una volta in questione l’apparente stabilità della società nipponica

Recensione: A Girl Missing
Mariko Tsutsui in A Girl Missing

Presentata in prima mondiale nella Competizione internazionale del Locarno Film Festival, A Girl Missing [+leggi anche:
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(una coproduzione fra Giappone e Francia) del regista giapponese Kôji Fukada ci insegna a guardare la realtà oltre le apparenze, sintonizzandoci su una frequenza impercettibile che trasmette una musica sconosciuta e funerea.

Molto apprezzato in Francia dove nel 2010 ha ottenuto il prestigioso titolo di Cavaliere dell’ordine delle arti e delle lettere, seguito dal premio della giuria di Un certain regard a Cannes nel 2016 (con il film Harmonium [+leggi anche:
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), Kôji Fukada non smette di puntare la sua cinepresa verso una società dalla calma apparentemente immutabile, come le acque di un lago tranquillo. Un lago che il regista sa però essere abitato da creature spaventose che non ha paura di scrutare da vicino, fino a guardarle dritto negli occhi. A fare i conti con questi inquietanti mostri (che si chiamano incomunicabilità, perdita, perversione) è questa volta Ichiko (interpretata con chirurgica precisione da Mariko Tsutsui), la protagonista di A Girl Missing, che vede il suo mondo onestamente costruito svanire a causa di un fatale incidente.

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La vita di Ichiko, infermiera a domicilio che si occupa di malati in fase terminale, gravita attorno ad un pragmatismo che ne semplifica le componenti e che fa eco alla sua propensione ad affrontare la realtà semplicemente per quella che è. Malgrado i suoi sforzi per mantenere in piedi la facciata d’onestà che caratterizza il suo quotidiano: un lavoro, un fidanzato, una casa, Ichiko non riesce però ad impedire l’inevitabile. Una volta fatta esplodere la bomba, la pacata infermiera è costretta a constatare quanto il suo mondo perfetto sia in realtà labile.

Quando una delle due nipoti dell’anziana donna che cura scompare misteriosamente e si scopre che il suo rapitore è niente meno che il nipote di Ichiko, il suo mondo comincia pericolosamente a vacillare. Questo fino a crollare completamente quando Motoko (una delle due nipoti dell’anziana donna della quale si prende cura), diventata con il tempo amica e confidente della protagonista l’accusa. Ichiko le ha in effetti raccontato di aver abbassato, presa da un’improvvisa curiosità, i pantaloni del pigiama di suo nipote ancora bambino. Un episodio che Motoko sottintende poter aver in qualche modo creato il mostro che il nipote è diventato. Ne segue una frenesia mediatica che mette letteralmente la protagonista con le spalle al muro, costringendola ad affrontare i fantasmi di un passato dalle numerose ombre e a sviluppare un sentimento di vendetta tutto fuorché socialmente accettabile. Un sentimento inarrestabile che diventa il motore stesso della sua esistenza.

Ichiko ci mostra quanto il nostro istinto di sopravvivenza sia sviluppato. Un meccanismo interno che si chiama determinazione: quella di “continuare a vivere malgrado l’assurdità della vita”, per riprendere le parole del regista.

Due temporalità parallele compongono il racconto: quella che racconta ciò che succede subito prima, durante e appena dopo il rapimento, e quella che narra la vita di Ichiko mentre prepara la sua vendetta nei confronti di Motoko. Una vendetta che ha il sapore della rivincita sulla vita stessa. Senza mai ricorrere ai flashback, le due temporalità coabitano come i sottotesti antitetici di una stessa storia: uno accettabile, l’altro mostruoso.

Chi è Ichiko? Cosa si nasconde dietro la sua apparente normalità? E a queste domande che la duplice narrazione cerca di rispondere mettendo in evidenza l’imperfezione (o forse persino la perversione) propria al nostro stesso mondo, così come la fragilità dei nostri legami sociali. Mondi fragili e spaventati i nostri, che si nascondono dietro montagne di sorrisi di circostanza.

A Girl Missing è prodotto dalle giapponesi Kadokawa Corporation e Tokyo Garage, insieme alla francese Comme des Cinémas. mk2 Films si occupa delle vendite internazionali.

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