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LOCARNO 2019 Cineasti del presente

Recensione: Merveilles à Montfermeil

di 

- Il primo lungometraggio firmato dalla straordinaria attrice Jeanne Balibar punta sul potere rivoluzionario della satira

Recensione: Merveilles à Montfermeil
Jeanne Balibar in Merveilles à Montfermeil

Formato da un impressionante casting d’attori (Emmanuel Béart, Ramzy Bedia, Mathieu Amalric, Florence Loiret Caille, la stessa Jeanne Balibar e molti, molti altri), Merveilles à Montfermeil [+leggi anche:
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scheda film
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, presentato nella competizione Cineasti del presente del Locarno Film Festival, è un film davvero atipico e fuori dal tempo, per non dire a tratti volutamente “fuori moda”.

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Miscela improbabile fra commedia romantica e più in particolare il sottogenere hollywoodiano della commedia del rimatrimonio e musical, il primo film interamente concepito da Jeanne Balibar ha indubbiamente il pregio d’esistere infischiandosene di cadere in un’ingenuità a volte quasi irritante. Preferendo l’innocenza al cinismo, l’attrice e regista francese costruisce con i suoi attori una municipalità utopica e provocatoria nella sua candida semplicità, come a volerci ricordare che sprechiamo spesso la stessa dose d’energia ad amare che a odiare, e che sarebbe il caso che ognuno provasse almeno una volta nella vita a percorrere la prima strada. Le conseguenze di un tale viaggio potrebbero davvero essere stupefacenti!

Dopo una lunga separazione, Joëlle (Jeanne Balibar) e Kamel (Ramzy Bedia) divorziano. Il problema è che entrambi lavorano nella pazzesca squadra di Emmanuelle Joly (Emmanuelle Béart). La signora Joly è la nuova sindaca di Montfermeil, comune francese realmente esistente che come molti altri, situati alla periferia di Parigi, è troppo spesso relegato in secondo piano. Insieme agli altri scoppiettanti colleghi, Joëlle e Kamel lavorano per realizzare le promesse decisamente anticonformiste della campagna elettorale della sindaca Joly: sieste per tutti, coltivazioni sui tetti degli edifici, assistenza sessuale a domicilio, la costruzione di una scuola internazionale di lingue dove finalmente tutte le parlate sono considerate allo stesso modo, kilt o kimono Days, e molte altre che non sembrano meravigliare nessuno (perché dovrebbero in fondo?) degli abitanti del multiculturale comune di Montfermeil. Come ben si può immaginare, oltre i confini utopici del territorio gestito da Madame Joly, i nemici sono in agguato, pronti a sabotare con tutti i mezzi iniziative che potrebbero contrastare i loro desideri d’espandere Parigi ben al di là dei suoi confini. Ci vuole però ben altro per far vacillare l’ingenuità bambina che sembra aver contagiato Montfermeil come una medicina naturale dalle virtù psicotropiche. Ciò che conta alla fine è sapere se anche quest’anno il Brioche Day potrà essere organizzato in tutto il suo zuccherato splendore.

Decisamente originale nel tono e marcato da una scrittura estremamente precisa, Merveilles à Montfermeil maschera abilmente i suoi fini sotto una carta regalo dai toni pastello. Mai frontalmente politico, il film si propone come un’utopia tutto sommato accettabile le cui proposte sebbene a volte esasperate non sono poi così assurde. Perché non concedere più tempo ai disoccupati in cerca d’impiego puntando sulla qualità d’ascolto degli interlocutori? O ancora, perché non condividere le nostre conoscenze linguistiche in un clima di scambio reciproco ed egualitario?

Jeanne Balibar brandisce la satira come un’arma contro i messaggi d’odio che invadono il nostro quotidiano diventando quasi banali. Come una musica fatta di parole misteriose (quelle delle lingue parlate dagli abitanti del comune) Merveilles à Montfermeil si batte in favore dello stare insieme e della gioia come bisogno universale e catartico. Un messaggio certo semplice che ai più cinici potrebbe sembrare semplicistico, ma che non è alla fine che un necessario grido d’allarme contro l’indifferenza che sembra pericolosamente invadere tutto.

Merveilles à Montfermeil è prodotto da Film(s) e Vito Films e coprodotto da Les Films du Cap, Les Fils de e Rectangle Productions. Les Films du Losange si occupano delle vendite internazionali.

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