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SARAJEVO 2019 Concorso

Recensione: Mo

di 

- Il thriller di Radu Dragomir si concentra sulla dinamica volatile tra un professore maturo e la sua attraente allieva

Recensione: Mo
Răzvan Vasilescu e Dana Rogoz in Mo

Dopo la prima mondiale nella competizione Romanian Days al Transilvania International Film Festival di quest'anno, il primo lungometraggio di Radu Dragomir, Mo [+leggi anche:
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, incontra il pubblico internazionale nel concorso principale del Sarajevo Film Festival (16-23 agosto). Tra i pochi thriller rumeni, il film affronta di petto un tema correlato a #MeToo, evento ancora più raro nel cinema nazionale del paese.

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Incontriamo Mo (Dana Rogoz) e la sua migliore amica Vera (Mădălina Craiu) alla stazione ferroviaria nella loro città di provincia. Dalla loro conversazione si evince che sono studentesse dirette a Bucarest, dove devono superare un esame difficile. È chiaro anche il fatto che non hanno studiato abbastanza e che la loro unica possibilità di superare l'esame è imbrogliare usando uno smartphone. Ma le cose vanno male quando Mo viene beccata dal professore, Ursu (un impressionante, camaleontico Răzvan Vasilescu), e il suo telefono viene confiscato. Più tardi, una chiamata da parte di Ursu sembra suggerire che non tutto è perduto per l'esame di Mo e Vera...

Anche se non tutti i pezzi della storia si incastrano efficacemente, Mo riesce a creare una dinamica attraente e imprevedibile tra i tre personaggi – una dinamica che sembra costruita in laboratorio, con ogni elemento in perfetto equilibrio con gli altri in modo che l'abuso di potere possa essere meglio analizzato. Abbiamo la ragazza provinciale, che fatica a venire a patti con il suo passato difficile e a seguire i suoi studi. Nell'altro angolo del ring, c'è il professore colto, esperto e dal buon vocabolario. Mentre lui è il suo tramite verso un esame di successo, lei, dal canto suo, ha ciò che lui desidera: giovinezza, energia e bellezza. Dove finirà il dare e il prendere?

Questa dinamica eccitante è fortemente supportata da due elementi molto importanti: il personaggio del professore, complesso e scritto in modo credibile, e l'influenza di Vera, un catalizzatore e poi un inibitore dell'interessante relazione che si sviluppa tra il personaggio del titolo e Ursu. Il film incoraggia il pubblico a valutare continuamente il professore, rinegoziando la sua posizione di eroe o cattivo, e quindi crea un ambiente da thriller che ricorda le fasi del desiderio menzionate nel monologo di Al Pacino tratto da L’avvocato del diavolo. Ursu ​​guarderà e basta? Toccherà? Può osare assaggiare? Mo è in pericolo?

Uno dei più celebri attori del cinema rumeno, Vasilescu non delude, offrendo una performance sfumata e imprevedibile, cambiando i registri dall'umorismo al sarcasmo e dalla gentilezza alla crudeltà rapidamente come il morso di un serpente. Tra mosse di kung fu e canzoni alla chitarra, perle cinematografiche e abilità culinarie impressionanti, Vasilescu fa davvero brillare il suo personaggio. Al contrario, Mo può apparire un cliché, ma come potrebbe non esserlo? La sua parte nella storia è di essere il frutto a portata di mano, la facile tentazione in base alla quale verrà valutata l'etica di Ursu.

Mo è prodotto da Scharf Advertising (Romania). Il film uscirà in Romania con Bad Unicorn a ottobre. Le vendite internazionali sono gestite da Wide.

(Tradotto dall'inglese)

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