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SARAJEVO 2019 Concorso documentari

Recensione: The Golden Girl

di 

- I registi rumeni Denisa Morariu Tamaş e Adrian Robe esplorano un momento drammatico nella storia della ginnastica agonistica

Recensione: The Golden Girl
Andreea Răducan in The Golden Girl

Girato nel 2015 e 2016, il documentario The Golden Girl [+leggi anche:
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si focalizza sulla ginnasta rumena Andreea Răducan, che vinse la medaglia d'oro alle Olimpiadi del 2000, per poi essere costretta il giorno dopo a rinunciare al suo titolo e alla sua medaglia a seguito di un controverso test antidoping. Questo lungometraggio rumeno prodotto da HBO Europe e diretto dai registi esordienti Denisa Morariu Tamaş e Adrian Robe è in concorso al Sarajevo Film Festival.

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Incontriamo Răducan, ora ginnasta in pensione e imprenditrice di successo, nel 2015, quando inizia a sondare la possibilità di convincere il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) a restituirle la sua medaglia. Un decennio e mezzo dopo gli eventi, la sua vita è ancora dominata dal fatto che uno dei controversi regolamenti del Comitato l'ha spogliata del titolo più importante che un atleta possa sognare di ottenere: la medaglia d'oro olimpica. La vediamo raccontare la sua storia (specialmente attraverso una conversazione piuttosto dubbia con uno psichiatra), e attraverso un vasto archivio di filmati, assistiamo sia agli eventi delle Olimpiadi del 2000 sia alle difficoltà nella vita di una ginnasta adolescente.

Dato che il documentario presenta Răducan come un improbabile David che si prepara ad affrontare un Golia indifferente e istituzionale, il pubblico si aspetta una battaglia, ma purtroppo questa lotta è sorprendentemente scialba. Sulla base di questa premessa, The Golden Girl non è molto più di una serie di incontri con vari membri del mondo dello sport – tra cui la ginnasta rumena Nadia Comăneci, e gli ex dipendenti del CIO che dicono a Răducan che lei merita giustamente la sua medaglia – che presto diventa piuttosto ripetitiva e deludente. Sebbene fare causa al Comitato sia sempre mostrato come una possibilità, il nostro David si presenta sul campo di battaglia ma non vuole davvero combattere, il che spoglia il documentario della possibilità di coinvolgere e impressionare.

Mentre The Golden Girlnon è all'altezza del compito che si prefigge nella sinossi, il documentario fornisce preziose informazioni sulla vita di una ginnasta. È anche un'esplorazione efficace dell'immensa pressione che un’atleta prova in competizione, quando non è solo lei o il suo benessere o la sua carriera a essere a rischio, ma anche le aspettative di un intero paese. Nel contesto di un periodo difficile per la Romania – all'inizio del millennio, i rumeni stavano ancora affrontando le sfide economiche di una difficile transizione – c'erano così pochi motivi per provare orgoglio nazionale nell'ex paese comunista che le aspettative sui risultati di una quindicenne che pesava solo 37 kg furono sproporzionate, e la medaglia d'oro divenne un'ossessione nazionale.

C'è qualcosa di quasi filosofico nella difficile situazione di Răducan. Dopo più di un decennio di brutali sessioni di allenamento (il filmato mostra alcune tecniche abusive che probabilmente ora metterebbero fine alle carriere degli allenatori), la ginnasta raggiunge le stelle, per poi essere gettata nell'abisso (e in una frenesia mediatica) sulla base di un tecnicismo. Un programmatore di festival con un occhio attento alle sfortunate giravolte del destino avrebbe potuto associare The Golden Girl con il più abile e sfumato Caisă [+leggi anche:
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di Alexandria Mavrodineanu. In uno, il personaggio del titolo è privato della sua dignità, mentre nell'altro al protagonista non è nemmeno permesso di uscire dall'abisso.

The Golden Girl è prodotto da HBO Europe e le compagnie rumene Edmont Film e Monogram Film. Le vendite internazionali del documentario sono curate dalla canadese Syndicado Film Sales.

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(Tradotto dall'inglese)

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