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TORONTO 2019 Platform

Recensione: Rocks

di 

- Il nuovo film di Sarah Gavron ruota attorno all'amicizia tra studentesse nell'East End di Londra, e sbalordisce

Recensione: Rocks

La regista Sarah Gavron e le autrici Theresa Ikoko e Claire Wilson hanno assunto un approccio insolito chiedendo al giovane cast di attrici principalmente non professioniste di contribuire a Rocks [+leggi anche:
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, un film avvincente di un’amicizia femminile ambientata a Hackney, a Londra Est. Nel corsio di mesi di laboratori, il gergo delle attrici e le loro vere storie di vita si sono districate in questa stupenda sceneggiatura. Ci sono tematiche pesanti ma che non impediscono al film di essere un’avventura divertente che indaga le angosce dell’età adolescenziale. Rocks è un film britannico che farà molto parlare di sè a seguito del suo debutto in concorso nella sezione Platform del Toronto International Film Festival.

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Il film prende il nome dallo pseudonimo della protagonista principale, Olushola (Bukky Bakray), più comunemente conosciuta come Rocks, data la sua indole chiassosa. È la descrizione adatta sia per il personaggio che per il film poichè sono entrambi esuberanti, audaci e rumorosi, in senso positivo.

Rocks non se la sta passando benissimo a casa, con la madre che l’ha lasciata a occuparsi del fratello più piccolo. Sua mamma, da poco disoccupata, non sa come gestire lo stress della vita e le scrive che tornerà nel giro di pochi giorni. Dalla reazione di Rocks è chiaro che è un episodio già accaduto, e non è eccessivamente preoccupata. Quindi Rocks, senza scelta, porta su di sè tutto il peso del mondo. La sua situazione peggiora quando si rifiuta di alleviare lo stress comunicando i suoi problemi. Il grosso timore della ragazza è che i servizi sociali scoprano che sta vivendo con il fratello senza la supervisione di un adulto.

Questa è la storia che sta dietro un film sulla crescente sofferenza e un’amicizia a triangolo. Rocks è divisa tra la sua migliore amica Sumaya (Kosar Ali) e la nuova ragazza del quartiere, Roshé (Shaneigha-Monik Greyson), che entra in scena come un uragano. Roshé le offre evasione, mentre Sumaya vuole che la sua tormentata amica affronti e scarichi la situazione affinchè gli altri possano capirla e aiutarla. Ma come spesso accade nei film migliori, e nella vita, i consigli sensati non vengono ascoltati. Rocks sceglie metaforicamente, e letteralmente, di scappare dai suoi problemi.

È un film raro che offre una visione autentica della vita delle giovani ragazze. Sarà paragonato a Girlhood [+leggi anche:
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di Céline Sciamma, dato che condividono temi analoghi e il desiderio di dare centralità alle storie delle ragazze. Entrambi i film contengono momenti di ballo rinvigorenti e la musica è induice dell’universalità del comportamento delle giovani ragazze. Il film riesce a rendere bene anche le scene in classe, garantendo sempre lacrime e risate insieme. La scena di battaglia con il cibo è particolarmente divertente, e anche i personaggi perifici son adorabili.

La decisione di lasciare i maschi ai margini della storia è astuta. La vita delle protagoniste è già piuttosto densa senza che storie romantiche complichino ulteriormente le cose.

È un film che rientra molto nella tradizione del realismo sociale britannico. Nonostante ciò, resta abbastanza leggero e divertente per essere apprezzato e riconosciuto da un pubblico della stessa età e provenienza dei personaggi sullo schermo. Fino alla sua perfetta conclusione, è una sinfonia dolceamara.

Rocks è una produzione britannica messa in scena da Faye Ward e Ameenah Ayub Allen per Fable Pictures. Le vendita internazionali sono gestite da Altitude Film Sales.

(Tradotto dall'inglese da Gilda Dina)

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