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SAN SEBASTIAN 2019 New Directors

Recensione: Sister

di 

- Col suo secondo film, la bulgara Svetla Tsotsorkova si conferma una cineasta dotata di un'abilità speciale nel ritrarre personaggi estremamente condizionati dal loro ambiente vitale

Recensione: Sister
Monika Naydenova e Svetlana Yancheva in Sister

Il secondo lungometraggio firmato da Svetla Tsotsorkova è la conferma del suo talento nel descrivere nuclei familiari profondamente condizionati dall'ambiente in cui vivono. Ciò era già palpabile nella sua opera prima, Thirst [+leggi anche:
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, presentata quattro anni fa nella sezione New Directors del Festival di San Sebastián. Ora torna nello stesso posto con una nuova storia sotto il braccio. Si tratta di Sister [+leggi anche:
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, un film incentrato su una madre e le sue due figlie. La più piccola di loro trascorre la giornata inventando bugie che servono a dare un po' di colore alla sua esistenza grigia. Quello che all'inizio è divertente, presto diventa un gioco pericoloso che minaccia di mandare tutto all’aria.

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Rayna, la piccola delle sorelle, è l'asse centrale attorno al quale ruota tutto. Interpretata con ferocia da Monika Naydenova, la personalità esplosiva di questo personaggio ci affascina dal primo secondo. Inizialmente percepiamo le sue menzogne come una strategia comprensibile per sfuggire a un'esistenza che nessun adolescente vorrebbe affrontare. Trascorre la giornata nella bottega artigiana in cui, insieme a sua sorella maggiore e sua madre, realizza figure e utensili in argilla che poi vende ai viaggiatori che passano lungo la strada dove si trova il negozio. Quando si mette a impietosire ingannevolmente i suoi clienti affinché acquistino i suoi prodotti, non possiamo evitare di provare empatia e comprensione per lei. Ma quando le sue bugie mettono in pericolo la sua famiglia, le cose cambiano.

La sorella maggiore, Kamelia, ha una relazione più sessuale che affettiva con Milo, un rigattiere maschilista e grezzo che vive vicino alle tre donne. Mossa dalla gelosia e dall’astio per la sua vita, Ranya inventa una relazione clandestina con quest'uomo, che quando arriva alle orecchie della sua famiglia stravolge tutto. Da lì assistiamo a una reazione a catena che mette alla prova i personaggi e porta il film verso una deriva vertiginosa in cui il ritratto sociale, il thriller psicologico e il melodramma si tengono per mano. Questa miscela esplosiva funziona la maggior parte del film, con momenti di tensione particolarmente riusciti che lasciano il passo a passaggi più intimi con una profonda carica emotiva.

Questa storia di tre donne che sopravvivono in un ambiente sessista e arido che non rende loro le cose facili riesce a intrattenere, emozionare e far luce su una realtà sconosciuta ai più. Manca solo un tono accattivante che riesca a dare al film più forza, così come non guasterebbe un po' più di attenzione per i personaggi che ruotano attorno a Rayna. L'ambiente della protagonista rimane un po’ sfocato e impallidisce davanti alla sua personalità intensa e attraente. Sisterè un secondo passo deciso nella carriera di Svetla Tsotsorkova che, nonostante le sue imperfezioni, offre un'esperienza intensa che vale la pena provare.

Sister è una produzione di Omega Films supportata dal Doha Film Institute. Film Republic cura le vendite internazionali.

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(Tradotto dallo spagnolo)

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