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LONDRA 2019

Recensione: The Personal History of David Copperfield

di 

- Armando Iannucci sorprende con questo adattamento straordinariamente folle del tanto amato romanzo di Charles Dickens

Recensione: The Personal History of David Copperfield
Dev Patel in The Personal History of David Copperfield

Film d’apertura del London Film Festival, dopo la sua prima mondiale a Toronto, The Personal History of David Copperfield [+leggi anche:
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è sicuramente la versione più folle di un romanzo di Charles Dickens mai realizzata al cinema. Il regista scozzese Armando Iannucci, noto principalmente per i suoi brillanti affondi sui politici in satire esilaranti, come la serie televisiva The Thick of It e Veep, e il suo recente film Morto Stalin, se ne fa un altro [+leggi anche:
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, ha preso il romanzo semi-autobiografico di Dickens, presumibilmente il favorito dall'autore in tutta la sua opera, e lo ha trasformato in un poema senza senso, energico e straordinariamente visivo.

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Invece di concentrarsi sull'aspetto morale delle parole di Dickens, Iannucci mette in risalto l'umorismo e la stravaganza di questa storia sui nuovi ricchi. Il libro è scritto in prima persona in uno stile personale che era popolare nel XVIII secolo. Come riflesso di questo stile, le prime scene del film di Iannucci sono difficili da seguire poiché i personaggi entrano ed escono dal quadro, facendo battute a base di giochi di parole prima di scomparire. Ci sono echi di Monty Python nel modo in cui il film sembra una serie di sketch comici, il che significa che inizialmente la trama è difficile da capire. Fortunatamente, l’eccentricità dei personaggi e i sontuosi interni mantengono alto l'interesse fino alla fine.

Il film non si allontana mai del tutto dal commento politico alla base del romanzo originale. Prendendo spunto dall'intelligente intreccio di verità e finzione del libro, Iannucci emette un verdetto di condanna sui senzatetto dei giorni nostri e sul divario sempre crescente tra ricchi e poveri. È un'opera complessa che, per la sua natura e ambizione, è anche difficile da classificare e amare.

Che Iannucci abbia intenzione di fare le cose in modo diverso è evidente nella decisione di scegliere Dev Patel come protagonista. È una scelta di casting insolita che sfida il pubblico a non essere d’accordo. Una decisione straordinaria. Patel fa un bel lavoro nel rendere Copperfield simpatico, mentre si sforza di diventare uno scrittore. L'unico inconveniente di Patel è che viene quasi messo in ombra da Jairaj Varsani, la versione infantile del personaggio.

All'inizio, i personaggi che entrano ed escono dallo schermo sono travolgenti. Copperfield viene cacciato da casa sua quando sua madre vedova (Morfydd Clark, che più tardi riapparirà in un altro ruolo) si risposa. La sua nuova cognata (Gwendoline Christie) lo porta nella sua casa a forma di barca, e da lì in poi la vita di Copperfield diventa più difficile. Una serie di scene episodiche hanno poco di attraente mentre l'azione avanza a stento.

La svolta immacolata di Tilda Swinton nei panni dell'eccentrica zia Betsey dà più sicurezza al film, che da lì inizia a decollare. In casa c'è anche il tenero inquilino signor Dick, che Hugh Laurie rende geniale e divertente. Betsey spiana la strada a Copperfield verso la nobiltà, e Copperfield la ricompensa smascherando un complotto per derubarla. Ben Whishaw nei panni dell'antagonista Uriah è decisamente delizioso, e Peter Capaldi brilla nei panni di Mr Micawber.

Iannucci ha realizzato un film che è una poesia giambica. La trama sembra fluida e morbida nella prima parte, fino a quando il regista non si concentra sulla convivenza in casa. Ciò significa che a volte è sconcertante e un po' frustrante, ma è soprattutto audace, vivace e altamente originale.

The Personal History of David Copperfield è una produzione britannico-statunitense guidata da FilmNation Entertainment (che gestisce anche le vendite internazionali), Film4 e Wishmore Entertainment.

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(Tradotto dall'inglese)

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