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FILM / REVIEWS Ungheria

Recensione: Valan - Valley of Angels

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- Con il suo primo lungometraggio, un efficace thriller poliziesco ambientato in Transilvania, il cineasta ungherese Béla Bagota mostra promettenti qualità registiche

Recensione: Valan - Valley of Angels
Csaba Krisztik in Valan – Valley of Angels

"Questa città sta diventando un inferno". Un poliziotto della buoncostume, una vecchia e profonda ferita familiare, sparizioni di ragazze adolescenti e il ritorno per un'indagine in una città natale isolata nel cuore delle montagne e oppressa dalla crisi economica. Con Valan - Valley of Angels, suo primo lungometraggio presentato in anteprima mondiale al Festival di Varsavia nella Competizione 1-2, Béla Bagota ha riunito gli ingredienti "classici" del febbrile thriller poliziesco in ambienti luridi, un genere codificato che consente al regista ungherese di mostrare un senso molto sviluppato di atmosfera e ritmo.

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"Potrebbero aver trovato Juli, c'è un cadavere a Valan". Quando Péter (Csaba Krisztik), ispettore di Brasov che ha appena portato a termine una brutale operazione in un bordello che schiavizzava minori, riceve questa telefonata da sua madre, un passato che non ha mai trovato pace ritorna come un tappo di sughero in superficie (in flashback). Ventidue anni prima, alla fine di dicembre, nel caos della caduta del regime rumeno di Ceaucescu, sua sorella Juli era scomparsa, quasi davanti ai suoi occhi, durante l'evacuazione della loro scuola. Di ritorno a Valan, ospitato da suo zio Jànos (il rumeno András Hatházi), un ex insegnante che gestisce una hot line chiamata Soul Savers da casa per vegliare da vicino su sua moglie Kati (Júlia Nyakó) che non sta più bene con la testa, Péter intraprende un'indagine solitaria. Perché il cadavere si rivela effettivamente essere quello di sua sorella che è stata impiccata. E molte altre ragazze sono scomparse negli ultimi due decenni e continuano a scomparire...

Rapporti turbolenti con le forze dell'ordine locali, autopsia trash, incontro spietato con un vecchio nemico d'infanzia, intercettazione di un traffico di esseri umani, sparatorie, inseguimenti, indizi veri e false piste, immerso in una miseria ("dalla chiusura della miniera, chi non è potuto partire cerca solo di sopravvivere") che spinge alcuni a monetizzare la propria prole e altri a sprofondare nella disperazione: Valan - Valley of Angels avanza rapidamente, da un evento all'altro, in un clima di oscurità implacabile.

Utilizzando abilmente diverse riprese di droni che restituiscono la sensazione di un occhio divino che domina un universo mediocre, Béla Bagota sfrutta al meglio il suo spettacolare scenario di montagne e foreste innevate e offre un film efficace la cui sceneggiatura – che il regista stesso ha scritto – è tuttavia piuttosto accomodante e in definitiva relativamente prevedibile. Ma il suo senso della messa in scena prevale sull'impressione di déjà vu di una trama che denuncia anche una realtà socio-economica purtroppo molto reale (sebbene si possa trovare un po' curioso che un regista ungherese carichi il suo vicino rumeno di un tale peso, a meno che non sia una prudente parabola). In breve, se il suo contenuto non è una vera sorpresa per i fan del genere, il film mantiene comunque la sua strada e soprattutto, la sua fattura rivela un talentuoso regista da seguire.

Prodotto da Mátrix Film, Valan - Valley of Angels è venduto da HNFF World Sales. La distribuzione nelle sale ungheresi è prevista per il 21 novembre con Mozinet.

(Tradotto dal francese)

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