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INDIECORK 2019

Recensione: The New Music

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- Il film d'esordio di Chiara Viale è un film piacevole, i cui punti di forza sono la sceneggiatura e le interpretazioni dei quattro personaggi principali

Recensione: The New Music
Jack Fenton, Cilléin McEvoy, Martina Babišová e Patrick O'Brien in The New Music

La seconda anteprima mondiale al settimo IndieCork Film Festival è stata quella del film d'esordio della regista e sceneggiatrice italiana Chiara Viale, intitolato The New Music. Il progetto, che era entrato in produzione nel 2017 ed è stato parzialmente finanziato da una campagna di crowdfunding, segue i suoi primi cortometraggi Be Frank (2017) e Clown (2018).

Il film ruota attorno ad Adrian (Cilléin McEvoy), un pianista irlandese ventenne con una carriera promettente, la cui vita cade a pezzi quando gli viene diagnosticato il morbo di Parkinson precoce. Temendo le implicazioni della sua condizione debilitante, il musicista fugge da sua madre Kathleen (Paula McGlinchey) e si trasferisce a Dublino. Lì condivide un appartamento con tre amici che suonano insieme in una band punk – vale a dire, Jodie (Martina Babišová), Will (Jack Fenton) e David (Patrick O'Brien). La sequenza di apertura porta lo spettatore direttamente al conflitto principale della storia, mentre vediamo alcune immagini che mostrano la band che prova le sue canzoni, e altre con Adrian in piedi accanto a un pianoforte mentre si tocca pensosamente le mani.

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Dopo una certa diffidenza iniziale, Adrian si lega a Jodie, Will e David. A poco a poco, è affascinato dal loro stile di vita rilassato e dalla musica che suonano. I quattro attori fanno un ottimo lavoro insieme e permettono allo spettatore di immedesimarsi lentamente con loro. Le lotte interiori di Adrian, l'atteggiamento premuroso di Jodie e l'umorismo di Will e David – a volte, leggermente surreale – sono semplici da vedere sullo schermo e molto coinvolgenti. Più tardi nel film, Adrian è costretto a confessare di avere il Parkinson, quindi i tre lo invitano a unirsi alla loro band. Il giovane pianista è riluttante, ma presto si rende conto che potrebbe essere una meravigliosa opportunità per continuare a suonare ed esprimere il suo talento musicale. In questo lavoro, Viale mostra anche solide capacità di scrittura: i dialoghi sono brillanti e l'arco narrativo di Adrian, sebbene piuttosto semplice, è convincente.

In generale, il film avrebbe potuto beneficiare di un montaggio e di un lavoro alla macchina di presa più raffinati: in particolare, alcuni tagli e transizioni sono un po' approssimativi e avrebbero potuto essere più fluidi. Inoltre, la sovrabbondanza di inquadrature di ambientazione tra una scena e l’altra non aiuta in questo senso. Fortunatamente questi intoppi non incidono in modo significativo sulla qualità della narrazione, ma senza, il risultato finale sarebbe stato sicuramente migliore.

Su una nota più positiva, la colonna sonora di David Sangster è davvero piacevole, e questo è ovviamente di fondamentale importanza per un film in cui il potere curativo della musica è un elemento centrale della trama.

In conclusione, il film d'esordio di Chiara Viale è un'opera coraggiosa, un piccolo film indipendente con un grande cuore. Ci si chiede cosa la regista nata a Imperia potrebbe fare con un budget maggiore.

The New Music è prodotto dalla regista stessa e da Philip Kidd per la compagnia dublinese Built to Fail Productions, in associazione con Young Parkinson's Ireland. Built to Fail Productions si occupa anche della distribuzione.

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(Tradotto dall'inglese)

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