email print share on Facebook share on Twitter share on reddit pin on Pinterest

FILM / REVIEWS Lituania / Lettonia / Germania / Grecia

Recensione: Motherland

di 

- Il primo lungometraggio del cineasta lituano Tomas Vengris è la storia di una madre che porta per la prima volta suo figlio nato negli Stati Uniti nella sua terra natale nel 1992

Recensione: Motherland

Il primo lungometraggio del cineasta lituano Tomas Vengris, Motherland [+leggi anche:
trailer
scheda film
]
, presentato in anteprima mondiale nella sezione Flash Forward di Busan, è un altro di quella che sembra essere una serie infinita di film di formazione europei. Ciò che lo distingue è l'approccio insolitamente distaccato ai personaggi, che si basa fortemente sulla fotografia esperta di Audrius Kemežỹs.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

Il nostro eroe è il dodicenne Kovas (Matas Metlevski), che viene per la prima volta in Lituania con sua madre Viktorija (Severija Janušauskaitė) dopo che il suo matrimonio negli Stati Uniti con il padre del ragazzo finisce con il divorzio. È il 1992, l'URSS è appena andata in pezzi e il nuovo stato indipendente ha avviato il processo di privatizzazione. Viktorija spera di riavere la grande tenuta di famiglia dove è cresciuta, e di cui ha raccontato a suo figlio storie bellissime e nostalgiche.

La fiaba lituana nella mente di Kovas svanisce rapidamente mentre percorrono in macchina Vilnius, una città grigia e industriale imbevuta di una definita atmosfera sovietica. Ma il quieto ragazzo continua a guardarsi intorno meravigliato mentre altri bambini, membri della loro famiglia allargata, sciamano attorno a lui e al suo zaino pieno di gomme da masticare. Con indosso le Reebok, un orologio da polso con calcolatrice e una felpa rossa con cappuccio, il giovane americano è ora al centro della loro attenzione.

Viktorija e Kovas si recano nella zona rurale dove si trova la tenuta – una grande dimora fatiscente circondata da una foresta e con un fiume che la attraversa – solo per scoprire che la casa è ora abitata da una famiglia russa squattrinata. Ma Romas (Darius Gumauskas), l'ex fidanzato di Viktorija, dice che smuoverà le cose e troverà alcune persone "influenti" per aiutarla. Ciò non sarà esattamente legale e, in aggiunta, Vengris condisce la sceneggiatura con riferimenti all'invasione sovietica della Lituania, che ha contribuito notevolmente alla complicata situazione familiare di Viktorija.

Nel frattempo, Kovas stringe un'amicizia alquanto spiacevole con la figlia di Romas Marija (Barbora Bareikytė) e viene trascinato nella sua cerchia di amici adolescenti. E anche testimone del ritorno di fiamma di suo madre per un vecchio flirt...

Ciò che colpisce maggiormente del film è il suo approccio visivo molto voyeuristico. I volti dei personaggi sono spesso visti in primi piani estremi e Kemežỹs presta molta attenzione ai dettagli, come unghie o imperfezioni del viso. Spesso sentiamo come Kovas non appartenga a questo nuovo posto mentre la camera si rivolge direttamente a lui, isolandolo dall'ambiente in cui gli altri personaggi sono sfocati.

Non entriamo mai veramente nei mondi interiori di Kovas o Viktorija; piuttosto, sembriamo essere osservatori che li scrutano in un contesto di laboratorio e studiano le loro azioni ed espressioni per indovinare le loro motivazioni. C'è una strana attrattiva per lo spettatore in questo approccio, e sebbene ciò che accade nella storia stessa non sia particolarmente eccitante o sorprendente, è difficile ritrarsi dallo schermo e dai protagonisti. Le forti interpretazioni di tutti gli attori principali certamente aiutano, con Janušauskaitė che spicca sugli altri.

Anche Vengris, che ha co-montato il film con Gintarė Sokelytė, è cresciuto come figlio di immigrati lituani negli Stati Uniti. Ha lavorato come montatore in diverse produzioni di alto profilo, tra cui il vincitore del Sundance I Don't Feel at Home in This World Anymore, e questa esperienza è evidente nelle connessioni associative tra le scene e il loro flusso un po' onirico.

Motherland è una coproduzione della lituana Studio Uljana Kim, la lettone Locomotive Productions, la tedesca Heimat Hafen Films e la greca Faliro House. La parigina Alpha Violet detiene i diritti internazionali.

(Tradotto dall'inglese)

Ti è piaciuto questo articolo? Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere altri articoli direttamente nella tua casella di posta.