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SEMINCI 2019

Recensione: Intemperie

di 

- Si mastica la polvere e si sente l’odore della miseria economica e morale in questo western andaluso diretto da Benito Zambrano e basato sull'omonimo romanzo di Jesús Carrasco

Recensione: Intemperie
Jaime López e Luis Tosar in Intemperie

Dicono coloro che hanno letto il romanzo Intemperie, di Jesús Carrasco, che la sua versione cinematografica, realizzata da Benito Zambrano a partire dalla sceneggiatura scritta dai fratelli Pablo e Daniel Remón, sia più morbida dell'originale letterario. È difficile credere a qualcosa del genere, giacché Intemperie [+leggi anche:
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, il film, è duro fino a voler dire basta, con la violenza fisica e psicologica che lo accompagnano attraverso un paesaggio arido, ostile e soffocante, in una Spagna della metà del secolo scorso in cui gli abusi di potere – da parte del governo del famigerato dittatore Francisco Franco – facevano parte della normalità quotidiana.

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La coproduzione ispano-portoghese Intemperie è stata presentata in anteprima mondiale sabato scorso al termine del gala inaugurale della 64ma Seminci - Semana Internacional de Cine de Valladolid, dove è anche in competizione per la Espiga de Oro, sarà presto mostrato al Festival del Cinema Europeo di Siviglia e infine uscirà nelle sale spagnole il 22 novembre. Se lo definiamo un western, è perché ha il sapore del cinema classico dell’Ovest, anche se non americano, ma del Sud e della Spagna: negli esterni aridi, asciutti e giallastri della provincia andalusa di Granada è stato girato questo film che si svolge durante quello sfortunato periodo storico chiamato dopoguerra e del dannato franchismo.

Come ritrae Zambrano, nella campagna andalusa – che ha conosciuto da vicino, essendo nato in un paese vicino Siviglia –, della Mancha e dell'Estremadura, all’epoca governavano senza freno né legge proprietari terrieri, signori della guerra e latifondisti, ricchi che sfruttavano e abusavano della gente umile (come si vede nell’incisivo Los santos inocentes, film di Mario Camus basato sul libro di Miguel Delibes). Uno di loro si è infatuato di un fanciullo di una famiglia che lavora per lui, ma il ragazzo riesce a fuggire dai suoi artigli velenosi. Nella sua fuga incontrerà forse l'ultimo uomo libero in quelle terre, un ex soldato che, dopo aver vissuto quasi tutto, conserva ancora un granello di dignità. Tra il ragazzino e l’adulto si stabilisce, anche se all'inizio non sembrava fattibile, una relazione che va dal cameratismo e dal sostegno a qualcosa di simile all'affetto paterno-filiale.

Con la collaborazione di attori come Luis Tosar, Luis Callejo e il giovanissimo Jaime López (scoperto in Techo y comida [+leggi anche:
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), il regista di Solas non abbandona il dramma di personaggi ma lo camuffa sotto le sembianze di un duello tra il bene e il male, l'onestà di fronte alla sporcizia morale, e l'altruismo che lotta contro l'abuso fisico, sessuale e psicologico. Con la voce tremante di Silvia Pérez Cruz che canta, si chiude un film che inizia fortemente a decadere nella sua parte centrale e che torna a risalire con il suo finale violento. Il film parla – come La trinchera infinita [+leggi anche:
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, di prossima uscita in Spagna – anche di crudeltà, aggressività, schiavitù e oscurantismo, sebbene qui siano gli esterni accecati e resecati dal sole – magnifico il lavoro del direttore della fotografia Pau Esteve – lo scenario senza pareti fisiche, ma con alte mura repressive, in cui si svolge l'odissea dei suoi personaggi, vittime e carnefici di un tempo che non conviene dimenticare... in modo che non accada di nuovo.

Intemperie è una produzione della compagnia spagnola Morena Films, in coproduzione con Intemperie La Película A.I.E., Áralan Films e la portoghese Ukbar Filmes, con la partecipazione di RTVE, Canal Sur TV e Movistar+. A distribuirlo in Spagna è A Contracorriente Films e delle sue vendite internzionali si occupa The Match Factory.

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(Tradotto dallo spagnolo)

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