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ITALIA

Recensione: Res creata

di 

- Il documentario di Alessandro Cattaneo sul rapporto tra essere umano ed animale si sposta tra parole e immagini, con una visione originale che rifugge l’antropocentrismo

Recensione: Res creata
Giovanni Lindo Ferretti in Res creata

Una balena spiaggiata. Questa è l’immagine che apre Res creata [+leggi anche:
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scheda film
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, documentario di Alessandro Cattaneo sul rapporto tra essere umano ed animale. La balena, simbolo della natura che si oppone al dominio dell'uomo, trionfava nel “Moby Dick” di Herman Melville. Quella di 17 metri per 18 tonnellate che giace sulla spiaggia di Platamona in Sardegna è soltanto coprotagonista dei selfie della gente del luogo. Res creata è il termine con cui in latino si indica l’insieme unico ed indistinto delle creature viventi. La world history ci insegna infatti che 70.000 anni fa Homo Sapiens era ancora un animale insignificante in un angolo dell'Africa, in competizione con gli altri animali e con l’ambiente circostante, e nel tempo si è trasformato nel signore dell'intero pianeta e terrore dell'ecosistema. “Ci fu un’epoca”, spiega lo psicanalista junghiano Daniele Ribola nel documentario, “in cui la relazione con gli animali non era una relazione di differenza ma di identità. L’uomo non si distingueva dagli altri animali”. Oggi l’animale “non è più caricato di valore ma è reso oggetto e quantificato, e per quello è più facile macellare 15 milioni di maiali e mangiarli”.

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Perché allora persistono quei riti ancestrali che ci mostrano il regista e la cosceneggiatrice Silvia Della Sala? Perché in Abruzzo la statua di un santo viene avvolta con le serpi catturate nei boschi? Da dove deriva la magia dei Mamutzones Antigos di Samugheo in Sardegna, che ballano coperti di pelle di caprone nero, rappresentando ancora la passione e la morte di Dioniso, il dio della vegetazione? Il film cerca di dare risposte interrogando personaggi molto distanti tra loro. Giovanni Lindo Ferretti, alfiere del punk rock italiano negli anni Ottanta ma figlio di pastori e cresciuto nella campagna dell’Appennino reggiano, è tornato alla terra, ad allevare cavalli, e racconta della sua infanzia tra gli animali, “che oggi sono ‘alieni’ per il 99 per cento della popolazione mondiale”. Per il filosofo Felice Cimatti “gli animali sono già pensati prima ancora di incontrali. Occuparsi di animali significa non creare gerarchie, non stabilire chi è meglio e chi è peggio, non usare l’uomo come pietra di paragone”. Cimatti cita Gilles Deleuze per sottolineare il concetto di “divenire animale”, fare proprio il modo che hanno gli animali di stare al mondo.

Come il pastore Piero Tomei: “stare in mezzo agli animali ti fa sentire meglio, è meglio di una medicina”. O il giovane falconiere Gregorio Tinteri che si pone il problema delle gabbie nel rapporto con gli amatissimi animali. Il poeta Franco Marcoaldi descrive il rapporto con cani e gatti: “C’è un’intimità, una relazione misteriosa e indecifrabile che è anche di siderale distanza. E in questo sta il suo fascino”. Il musicologo e semiologo Dario Martinelli, alfiere di un’ontologia antispecista, spiega che il canto degli uccelli, di delfini e balene, persino l’ululato dei coyote hanno dato ispirazione a grandi musicisti. Capire la bellezza dei linguaggi animali è arricchimento delle conoscenza ma ha anche una valenza di tipo etico. “Più capiamo e più sappiamo di altre specie animali e più siamo in grado di rispettarle, di comprenderne la complessità e agire di conseguenza”. Con il montaggio di Pietro Malegori, il film si sposta dalle parole alle immagini, bellissime, che si muovono attraverso il Paese con una visione originale, che rifugge l’antropocentrismo e respinge l’approccio “national geographic”.

Premio Giuria Giovani e Menzione del Pubblico nel Concorso Italiano al 5° Festival Internazionale del Documentario Visioni dal Mondo di Milano, Res creata continua ora il suo tour festivaliero internazionale. Il film è prodotto da Silvia della Sala e Alessandro Cattaneo, produttore associato Pietro Malegori, in collaborazione con Zivago Film, con il supporto di Magestic Film e il patrocinio di Lombardia Film Commission.

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