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FILM / RECENSIONI Polonia

Recensione: Mister T.

di 

- Marcin Krzyształowicz dirige un falso biopic su uno scrittore degli anni '50 che, impossibilitato a pubblicare i suoi libri, inventa una storia che demolirebbe il comunismo

Recensione: Mister T.
Paweł Wilczak in Mister T.

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di Marcin Krzyształowicz alla sua lista. Ma mentre i due film di Paweł Pawlikowski erano romantici, drammatici e sensuali, questo è adorabile, surreale e spiritoso, pieno di musica jazz e personaggi vivaci.

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La storia si svolge nei primi anni '50 – Ida e Zula di Pawlikowski sono solo bambine quando il T. del titolo (un elegante Paweł Wilczak) si aggira per la Varsavia dell'era stalinista. La città, ancora ferita dalla guerra, è oscura, fredda e ostile a T., un genio letterario censurato e interdetto alla pubblicazione di libri. Si guadagna a malapena da vivere con lezioni private e ha una relazione con una delle sue studentesse al liceo (la meravigliosa Maria Sobocińska, che emula il fascino delle star del cinema degli anni '50). T. fa amicizia con l'aspirante giornalista Filak – che lo denuncia alla polizia segreta – e visita altri scrittori, alcuni poveri come lui, altri che vivono più comodamente come servi del regime. Ma soprattutto, T. cerca di rimanere vivo, anche in senso creativo. Tiene un diario e lavora a un nuovo romanzo, che ruota attorno a un attacco al Palazzo della Scienza e della Cultura – l'edificio più alto di Varsavia e simbolo dell'oppressione sovietica. Quando la polizia segreta viene a conoscenza dell’idea letteraria di T., lo considera un terrorista e decide di perseguitarlo.

La confusione tra ciò che è reale e ciò che è immaginato è una strategia narrativa adottata anche dallo stesso Krzyształowicz. Ciò che vediamo sullo schermo è un delizioso mix tra la vita quotidiana di T. e spezzoni del suo prossimo romanzo: ad esempio, una sequenza mostra uomini mascherati che preparano un assalto. La storia, tuttavia, rimane chiara e coerente, in parte grazie alle solide performance di Wilczak, Sobocińska e Sebastian Stankiewicz (Filak), premiate al Festival del cinema polacco di Gdynia all'inizio di quest'anno. Krzyształowicz, un regista rispettato e affermato in Polonia (il suo maggior successo è stato il film drammatico sulla Seconda guerra mondiale Manhunt [+leggi anche:
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del 2012), racconta una storia ammonitrice che è intelligente, divertente, metaforica e letteralmente bella – il direttore della fotografia Adam Bajerski ha vinto il primo premio nel Concorso film polacchi di Camerimage IFF a novembre.

Mister T. è una storia incantevole su un uomo che tiene la testa alta, a prescindere da tutto, ma anche una storia edificante sul potere della libertà della mente – l'unico "spazio" in cui nessun regime può penetrare o invadere. L'azione è ambientata nel decennio più oscuro della storia polacca del dopoguerra, eppure ha un aspetto moderno: gli artisti di tutto il mondo subiscono la pressione di regimi, dittature o partiti politici che vorrebbero piegare l'arte agli interessi dello Stato. Ma come direbbe un guerriero scozzese: "Potranno toglierci la vita, ma non si prenderanno mai la nostra libertà".

Mister T. è prodotto da Jarosław Boliński per Propeller Films. Il distributore locale Kino Świat lancerà il film il 25 dicembre. I diritti internazionali sono ancora disponibili.

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(Tradotto dall'inglese)

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