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IFFR 2020 Perspectives

Recensione: The End Will Be Spectacular

di 

- Ersin Çelik si serve della campagna di resistenza di 100 giorni a Diyarbakir, avviata nel novembre 2015, per evidenziare le divisioni tra le autorità turche e i curdi

Recensione: The End Will Be Spectacular
Delîl Pîran in The End Will Be Spectacular

L’International Film Festival Rotterdam mostra in anteprima europea il racconto della resistenza curda The End Will Be Spectacular [+leggi anche:
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, nella sezione Perspectives. Al festival cinematografico olandese è in mostra la versione di 112 minuti del produttore, rispetto a quella di 141 minuti del regista Ersin Çelik, che è stata presentata in anteprima mondiale al Kolkata International Film Festival alla fine dell'anno scorso.

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Ispirato ad eventi reali, il film si svolge nei mesi successivi alle elezioni del giugno 2015, quando il Partito Democratico Popolare (HDP), che rappresenta principalmente la popolazione curda, ha ottenuto i seggi in parlamento. Le ricadute di queste elezioni hanno portato al fallimento di un tentativo di processo di pace che da due anni cercava di porre fine a 40 anni di scontri tra l'esercito statale turco e il Partito dei lavoratori del Kurdistan. Il dramma di Çelik ritrae la catastrofe che seguì concentrandosi sulla campagna di resistenza di 100 giorni che ebbe luogo a Sur, un antico distretto di Diyarbakir, che fu un punto focale dei combattimenti tra turchi e curdi.

Il regista Çelik chiarisce che voleva girare questo film perché crede che il cinema sia il modo migliore per attirare l'attenzione della gente sugli eventi e mantenere vivi i ricordi di coloro che sono stati uccisi. È una catastrofe che secondo lui il mondo ha ampiamente ignorato. Il regista è membro del Rojava Film Commune, istituito nel 2015, durante la guerra civile siriana, per realizzare film su ciò che stava accadendo dalla loro prospettiva. L’intento di rafforzare la realtà della situazione lo ha portato a ingaggiare “Haki” e “Servan the Pirate”, due dei sopravvissuti coinvolti nella resistenza nella vita reale, per interpretare se stessi.

Il regista esordiente ha creato una struttura narrativa per riuscire a spiegare la situazione politica nel modo più naturale possibile. Dopo l'omicidio di suo fratello, Zilan (Arjîn Baysal) è tornata a Sur, un posto che la sua famiglia aveva lasciato molti anni prima per motivi politici. Sur era la sua casa d'infanzia, ma ora è un posto che le è estraneo. È un luogo dove non osserva più le usanze locali e in cui è testimone di una società in evoluzione. I curdi hanno istituito una democrazia apolide basata sull'autogoverno, l'uguaglianza di genere e l'economia comune. Nessuno può fare ciò che vuole. Con la paura crescente e il loro stile di vita minacciato dalle autorità turche ad Ankara, i conoscenti di Zilan Yilmaz (Delîl Pîran) e Çiyager (Cîhan Seve) si uniscono a un gruppo di resistenza armata. Çelik mostra come le donne si siano schierate al fianco degli uomini in questa resistenza, uniti da una causa comune.

Il film è stato girato in condizioni difficili perché la produzione ha avuto luogo vicino al confine turco-siriano, mentre i combattimenti infuriavano contro l'ISIS. Date l'ambizione e le difficoltà di produzione, sarebbe quasi ridicolo criticare le goffaggini del film e la narrazione sconnessa. Ci sono alcune sequenze di guerra tese, in particolare un momento che coinvolge un quaderno. Tuttavia, Çelik si ritrova occasionalmente in una terra di nessuno nel tentativo di conciliare la necessità di raccontare un’accattivante storia di guerra e quella di fornire un documento su come Sur è rimasta schiacciata e su quanti sono morti per i loro ideali.

The End Will Be Spectacular è una produzione siriano-iracheno-spagnola guidata da Rojava Film Commune, Demkat Film e Alba Sotorra SL, con il coinvolgimento di Art Records, Svensk-Kurdisk Kulturfond e Catalan Films & TV.

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(Tradotto dall'inglese)

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