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FILM / RECENSIONI Italia / Francia

Recensione: Villetta con ospiti

di 

- Ancora un dilemma etico nel nuovo film di Ivano De Matteo che si interroga sui limiti della legittima difesa

Recensione: Villetta con ospiti
Cristina Flutur in Villetta con ospiti

Ivano De Matteo torna a chiedersi, e a chiedere allo spettatore, “cosa faresti tu al posto loro?”, nel suo nuovo film, Villetta con ospiti [+leggi anche:
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, dove al centro della trama c’è ancora una volta un dilemma etico terrificante. Come ne I nostri ragazzi [+leggi anche:
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, qui abbiamo una famiglia borghese ipocrita, pronta alle azioni più impensabili per difendere ciò che ha: una vita tranquilla, soldi e rispettabilità. In questo suo sesto lungometraggio, scritto con la sodale Valentina Ferlan, De Matteo scandaglia i limiti e le ambiguità della legittima difesa, realizzando un’opera molto interessante e attuale per il tema che affronta (l’utilizzo di armi per la difesa personale è stato al centro del dibattito politico italiano per lungo tempo, a seguito di un clamoroso fatto di cronaca), anche se un po’ discontinua nei toni.

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Il film, che si svolge nell’arco di 24 ore, è essenzialmente diviso in due parti: nella prima, ci vengono presentati tutti i personaggi. È giorno, siamo in una piccola cittadina del ricco Nordest, la volenterosa Diletta (Michela Cescon) sta organizzando un evento di beneficenza con l’aiuto del bel parroco (Vinicio Marchioni), mentre suo marito Giorgio (Marco Giallini) si appresta a partire per un viaggio di lavoro (che poi di lavoro non è) e la sua intemperante figlia adolescente Beatrice (Monica Billiani) le rende la vita impossibile. A casa della caustica madre di Diletta (Erica Blanc) lavora come governante una donna rumena, Sonja (Cristina Flutur, miglior attrice a Cannes 2012 per Oltre le colline [+leggi anche:
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), che ha un figlio ugualmente adolescente e irrequieto, Adrian (Ioan Tiberiu Dobrica), e un’amicizia segreta con il commissario di polizia (Massimiliano Gallo). Completa il quadro il medico del villaggio (Bebo Storti), facilmente corrompibile con viaggi e spa.

Ognuno mantiene le apparenze, ma alcuni cenni sottili (come uno sguardo fugace) lasciano intuire i legami sotterranei che esistono fra questi personaggi e i vizi che si nascondono dietro alle sbandierate virtù. Nel tardo pomeriggio, la luce del sole lascia spazio a un violento temporale, che sembra spazzare via metaforicamente tutte le convenzioni. Inizia così la seconda parte del film, che da commedia delle apparenze si tramuta in un noir, ambientato interamente nella sontuosa villetta multipiano di Diletta e Giorgio. È notte, una persona si introduce in casa; Diletta, spaventata e sotto effetto di psicofarmaci, prende la pistola e spara.

Ciò che segue è un huis clos di stampo teatrale, a tratti un po’ artificioso, dove convergono tutti i personaggi presentati nella prima parte, riuniti nella villetta per trovare una soluzione a un fatto gravissimo: per terra giace un ragazzo in fin di vita, un ragazzo che in paese conoscono tutti e che non era lì per rubare. Ognuno è implicato in modo diverso nella faccenda, in una catena di responsabilità che parte da una pistola detenuta illegalmente. Sui due piatti della bilancia, c’è da una parte l’immunità e la reputazione dei notabili della città, dall’altra il destino di una povera famiglia di immigrati di cui non interessa niente a nessuno. Ciascuno di loro tirerà fuori il peggio di sé, tutti complici, nessun innocente. E come nella legge della natura, nel film evocata più volte con immagini di animali del bosco che fanno da intermezzo, a soccombere è sempre il più debole.

Villetta con ospiti esce oggi, 30 gennaio, in 50 copie con Academy Two. Il film è una coproduzione italo-francese prodotta da Rodeo Drive con Rai Cinema e Les Films D’Ici. La distribuzione internazionale è affidata a Coccinelle Film Sales.

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