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SUNDANCE 2020 Concorso World Cinema Documentary

Recensione: Epicentro

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- Hubert Sauper dà uno sguardo solare all'isola di Cuba e se ne riparte da Sundance con il Gran Premio della giuria per il miglior documentario

Recensione: Epicentro

Epicentro di Hubert Sauper ha lasciato Sundance dopo aver vinto il Gran Premio della giuria per il miglior film della sezione World Cinema Documentary al festival. È una storia su Cuba raccontata da persone che conoscono l'isola dei Caraibi molto bene: i suoi cittadini. In parte, lo fa intervistando i giovani cubani e chiedendo loro la storia del paese, ed è difficile non lasciarsi conquistare dal loro fascino: hanno facce raggianti, cervelli grandi e idealismo.

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I due narratori principali sono gli adolescenti Leonelis Arango Salas e Annielys Pelladito Zaldivar. Osservano ciò che accade per le strade dell'Avana e sono cubani orgogliosi che sembrano anche avere una buona conoscenza della storia dell'isola. Epicentro celebra il modo in cui Cuba ha resistito all'imperialismo guardando la gente per strada.

Il film ha una qualità estetica casalinga, come se qualcuno lo avesse girato per essere postato sui social media e poi fosse stato tanto abile da trasformarlo in un film usando filmati d'archivio e approfondimenti storici. Ci sono conversazioni sulle invasioni spagnole e americane, sulla rivoluzione comunista, sulla grande collaborazione con l'Unione Sovietica e anche sul tentativo di non soccombere ai mali del capitalismo. Un uomo barbuto intervistato fa un lungo monologo sui pericoli di diventare un'economia turistica. Il crociato imperialista Cristoforo Colombo descrisse notoriamente Cuba come un paradiso, e anche dopo secoli di sforzi umani per sporcarla, l'isola rimane tale. Tutte queste storie sono raccontate in modo naturalistico e, soprattutto, sembra tutto onesto. Il film non cerca di trasmettere un messaggio educativo o fare progressi politici. Mostra, piuttosto che dire, cosa sta succedendo.

Ovviamente, per creare una tale sensibilità ci vuole un eccellente senso del cinema. Dietro la macchina da presa sia come regista che come direttore della fotografia c’è Sauper, l'acclamato cineasta austriaco dietro al capolavoro ambientale nominato all'Oscar Darwin's Nightmare e all'eccellente immagine di Kisangani Diary, sulla guerra civile ruandese. Il suo documentario sul Sud Sudan, We Come as Friends [+leggi anche:
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scheda film
]
, ha vinto il Bravery Award al Sundance nel 2014.

Epicentro è molto più positivo di quei film, poiché Sauper dimostra di essere un regista che si lascia guidare dal comportamento dei suoi soggetti. E questi bambini sono superstar. Il film celebra anche l'amore di Cuba per i film, anche quando denuncia l'uso di immagini audiovisive a fini di propaganda. Ci sono molte buone immagini di bambini che guardano Charlie Chaplin, che è un modo per presentare la nipote del leggendario regista, Oona Castilla Chaplin, che insegna recitazione ai bambini dell'isola. Una lezione di recitazione gioca con la percezione del pubblico e i tropi cinematografici su come i poveri si trattano a vicenda. Il titolo del film fa riferimento al fatto che Cuba è il centro geografico delle Americhe. Sauper chiede intelligentemente di guardare nuovamente all'isola e ai principi del popolo, e ci implora di non credere alla propaganda che è ovunque, perché quando le persone resistono a un grande potere, accade qualcosa di bello.

Epicentro è una coproduzione austro-francese guidata da Groupe Deux, KGP Filmproduktion e Little Magnet Films. La francese Wild Bunch detiene i diritti internazionali.

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(Tradotto dall'inglese)

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