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FILM / RECENSIONI Regno Unito / Francia

Recensione: Misbehaviour

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- Keira Knightley e Gugu Mbatha-Raw protagoniste del film vivace e leggero di Philippa Lowthorpe, che racconta la sfilata di Miss Mondo del 1970 interrotta dalle manifestanti femministe

Recensione: Misbehaviour
Keira Knightley e Gugu Mbatha-Raw in Misbehaviour

Con un po’ di fortuna, piccoli e creativi atti di protesta possono cambiare l'opinione pubblica in meglio. Misbehaviour [+leggi anche:
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di Philippa Lowthorpe pone il frastuono del concorso di Miss Mondo 1970 al centro delle tensioni politiche di quell'epoca. Quell’anno, in effetti, una seconda ondata di femminismo, le critiche sugli standard di bellezza e le preoccupazioni sulla segregazione razziale arrivarono dritte in TV a un pubblico che si aspettava una serata di intrattenimento leggero in prime time. Con l’intenzione palese di tracciare parallelismi tra ieri e oggi, il film, che è uscito nel Regno Unito e in Irlanda lo scorso venerdì, distribuito da Walt Disney, fatica a coniugare felicemente polemica e risate.

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A dispetto del suo titolo, Misbehavior (lett. comportamento scorretto) è un film stereotipato e perbene, che mira a indorare la pillola delle sue idee con un'ampia dose di commedia e performance caricaturali. Keira Knightley, come sempre la quintessenza della britannicità, è Sally Alexander, una matura studentessa di storia che si sforza di portare le idee femministe all'interno dell'establishment accademico dominato dagli uomini. Lì, viene accolta da studiosi più interessati a valutare il suo aspetto che le sue idee, e trova così una causa comune in altre sfere, più ribelli, del movimento delle donne. Incontra Jo (Jessie Buckley), una laureata in arte che vive in una comune a Islington, e insieme pianificano un’azione diretta di protesta pubblica, che vedono come un modo più efficace di far valere la loro richiesta di pari diritti.

A fare da contrappunto sospettosamente perfetto, i preparativi per l'ultima edizione del concorso di bellezza internazionale Miss Mondo sono in corso a Londra. Il rude organizzatore, Eric Morley (Rhys Ifans), è sempre più consapevole del messaggio latente del suo spettacolo, mentre monta la rabbia per l'inclusione di una concorrente sudafricana bianca nell'era dell'Apartheid. Il presentatore Bob Hope (abilmente interpretato da Greg Kinnear) si prepara a volare da Hollywood, dove viene ammonito dalla moglie Dolores (Lesley Manville) per un comportamento lascivo tenuto in un precedente evento - un filo della trama che strizza l’occhio al movimento #MeToo, sottolineando il potenziale di coercizione e abuso di potere in quel particolare settore. Nel frattempo, la candidata Miss Grenada, Jennifer Hosten (Gugu Mbatha-Raw), è piuttosto fiduciosa di vincere il concorso, consapevole che questo le offrirà l'opportunità di realizzare le sue più grandi ambizioni. Purtroppo il film approfondisce molto meno la psicologia di questo personaggio rispetto a quella delle manifestanti, il che è un peccato, visto che si rivela essere un’avversaria del movimento femminista tanto quanto gli organizzatori misogini.

La regista Philippa Lowthorpe (particolarmente acclamata per la serie drammatica della BBC Three Girls) ci offre una visione panoramica di questo evento, sottolineando lo slancio femminista della storia, ma tarpandogli anche le ali con le molteplici prospettive della storia che reclamano il loro spazio. Si perde così il gancio più eccitante del film: la prospettiva di un’istituzione sessista umiliata sonoramente e pubblicamente. Più che abbattuto, il patriarcato viene solo mandato a farsi un giro.

Quando la storia viene distillata in piccoli episodi aneddotici, come nei film britannici Pride [+leggi anche:
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, le rispettive lotte politiche vengono umanizzate, e non è un male. Tuttavia, la storia e la presentazione stravagante di Misbehaviour, per quanto ben intenzionate, non possono elevare l’incidente principale in qualcosa di più rilevante per i nostri tempi.

Misbehaviour è una coproduzione tra Regno Unito e Francia. È prodotto da Suzanne Mackie e Sarah Wheale per Pathé, BBC Films e il BFI. Le sue vendite internazionali sono gestite da Pathé International.

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(Tradotto dall'inglese)

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