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GALWAY 2020

Recensione: The Castle

di 

- Il terzo lungometraggio di Lina Luzyte, proiettato al Galway Film Fleadh di quest'anno, oscilla tra un racconto di formazione e un dramma psicologico

Recensione: The Castle
Barbora Bareikyte in The Castle

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di Lina Luzyte è uno dei titoli proiettati al Galway Film Fleadh di quest'anno. È il terzo lungometraggio della regista lituana e segue il suo documentario Igrushki (2012) e il suo primo film di finzione, un thriller intitolato Together for Ever [+leggi anche:
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(2015), uno dei titoli in corsa per il premio East of the West al Festival di Karlovy Vary 2016.

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Questo nuovo film, scritto dalla stessa regista, segue le vicissitudini di Monika (interpretata dalla giovane attrice Barbora Bareikyte), una ragazza lituana di 13 anni che vive nei sobborghi di Dublino. È una cantante molto appassionata e vive con sua madre, Jolanta (Gabija Jaraminaite), una pianista professionista che è costretta a trovare un lavoro in una fabbrica di pesce locale, e sua nonna (la veterana attrice Jurate Onaityte), che soffre gravemente di demenza e richiede cure ininterrotte, e il cui comportamento è estremamente difficile da controllare. Un giorno, dopo che Monika e Jolanta suonano a un funerale, vengono entrambe invitate da Liam Maguire (Frank Melia), un misterioso impresario musicale, ad eseguire un concerto di un'ora al "The Castle", un luogo prestigioso non troppo lontano dalla capitale irlandese. Mentre l'adolescente è convinta che questa potrebbe essere la grande opportunità che stavano aspettando da tempo, sua madre vende la tastiera e preferisce concentrarsi sul suo più solido lavoro in fabbrica. Le dice anche che non suoneranno al Castello. Ma Monika vuole recuperare la "sua" tastiera e esibirsi al concerto. Per fare ciò, elabora un piano folle (e goffo) per ottenere i 100 euro di cui ha bisogno: decide di rapire sua nonna e la nasconde in un appartamento vicino, chiedendo un riscatto a sua madre.

Anche se la premessa può sembrare che abbia un grande potenziale per una commedia, l'intero film oscilla tra un racconto di formazione e un dramma psicologico, ma fortunatamente senza mai scivolare nel ridicolo. Al contrario, il solido sviluppo del personaggio e l'evoluzione organica della trama trasmettono allo spettatore un profondo senso di miseria e malinconia. Madre e figlia sono costantemente costrette a fare scelte spiacevoli e i loro principali conflitti interiori ruotano attorno alla scelta tra la loro vera passione e il loro bisogno di sopravvivere. Inoltre, le interpretazioni delle tre attrici principali aiutano a dare una grande profondità alla narrazione: le reazioni imprevedibili della nonna, la disperazione di Jolanta e la grande determinazione di Monika sono lodevolmente rappresentate da Onayte, Jaraminaite e Bareikyte.

Nel complesso, il nuovo film di Luzyte è un’opera avvincente che cerca di esplorare il genere del coming-of-age in un modo più maturo. C'è poco spazio per la dolcezza o la tenerezza, e crescere significa semplicemente affrontare la brutalità (e la disperazione) della realtà così com'è. Monika è consapevole di diverse cose: nessuno verrà a salvarla, non deve aspettarsi che accadano miracoli, ci sono cose che saranno sempre al di fuori del suo controllo e dovrà sempre difendersi da sola. Questi aspri insegnamenti potrebbero effettivamente riassumere l'intera morale del film, e Monika deve farli suoi il più rapidamente possibile.

The Castle è prodotto da Kęstutis Drazdauskas per la lituana Artbox e da David Collins per l’irlandese Samson Films.

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(Tradotto dall'inglese)

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