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TRANSILVANIA 2020

Recensione: Defunct

di 

- Il film drammatico di Zacharias Mavroeidis va dritto al cuore di uno dei problemi dei giovani d'oggi

Recensione: Defunct
Michalis Sarantis in Defunct

Pochi giorni fa Defunct [+leggi anche:
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, il secondo film del regista greco Zacharias Mavroeidis, era in gara nella competizione ufficiale del 19° Transilvania International Film Festival. Ed è proprio al festival che abbiamo scoperto questo piacevole film drammatico, che (finalmente) parla del processo di diventare adulti, di pretenziosità, di aspettative e di quanto le giovani generazioni debbano trovare un legame con quelle più vecchie.

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Incontriamo il protagonista, Aris (Michalis Sarantis), nei primi fotogrammi della pellicola. È bello, estremamente sicuro di sé e del futuro dell'attività che sta mettendo in piedi, un'azienda che vende macchine per il caffé. La parola “fallimento” non esiste nel suo vocabolario e, mentre continua a vantarsi al telefono dei suoi piani e delle sue opportunità, possiamo percepire quanto il protagonista pensi che tutto gli sia dovuto. Per migliorare la sua situazione finanziaria, Aris torna a vivere nel villaggio natio, nella casa del nonno defunto qualche anno prima. Ma questo cambio di scenario costringe Aris a riconsiderare la sua posizione rispetto alla famiglia, al nonno e al fatto di diventare un uomo.

I film come Defunct mettono in difficoltà chi li recensisce, dal momento che i momenti più preziosi (e, in questo caso, la lente d'ingrandimento attraverso cui Mavroeidis vede il mondo) non andrebbero svelati allo spettatore. Partendo dal protagonista, il film riesce ad affrontare alcuni argomenti molto interessanti, per esempio come trovare la nostra strada (è interessante notare come Aris ci riesca tornando nella città natale piuttosto che abbandonandola, come è spesso il caso) e il fatto che il nostro posto nella vita dipenda così tanto dai legami che abbiamo con la nostra famiglia, quelle stesse persone che molti di noi non vedono l'ora di ripudiare per raggiungere l'indipendenza.

È affascinante vedere come la sceneggiatura, scritta da Mavroeidis, spinga lo spettatore nella direzione sbagliata, mostrando lentamente come Aris ristabilisca legami con gli amici d'infanzia e si diverta alla taverna locale, mentre deve fare simbolicamente i conti col fantasma del nonno Aristides, veterano della Seconda guerra mondiale, a cui Aris assomiglia così tanto (fatto che chiunque lo incroci non manca di fargli notare). L'amicizia che Aris costruisce con Vassos (Thanasis Papageorgiou), un vecchio compagno d'armi di Aristides, dà al giovane protagonista nuove opportunità di rivalutare le sue priorità e di riconsiderare il passato della sua famiglia.

Defunct è sicuramento un manifesto a favore di qualcosa che potrebbe essere descritto come l'essenza della famiglia: sostegno e passaggio di esperienze. I giovani sono talmente impazienti di trovare la propria strada che quasi sempre si scordano che gli ostacoli che incontreranno sono gli stessi affrontati dalle generazioni precedenti. Certamente si può sempre imparare dai propri errori (e una lezione imparata in prima persona resterà impressa più a lungo nella nostra memoria), ma perché non imparare dalle esperienze degli altri? In Defunct, Aris riscopre il legame col nonno grazie alle storie di Vassos, e impara che molte cose che ora diamo per scontate un tempo erano infinitamente più complicate da ottenere, se non addirittura impossibili.

Defunct è stato prodotto da Faliro House Productions, che si occupa anche delle vendite internazionali.

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(Tradotto dall'inglese da Enrico Brazzi)

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