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NIGHT VISIONS 2020

Recensione: Mortal

di 

- Allarme meteo: André Øvredal riporta amore e fulmini in Norvegia

Recensione: Mortal
Nat Wolff in Mortal

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, presentato in anteprima internazionale al festival finlandese Night Visions, è uno strano caso di film che riesce quasi a salvare l'insalvabile: grazie a una divertente svolta a metà della storia, non tutto è perduto, e alla fine si è potuta sentire anche qualche risatina alla proiezione di Helsinki (tenutasi con tutte le precauzioni contro il COVID-19). Tuttavia, ciò che precede è un film che risulta a volte imbarazzante a livelli epici, con i suoi evidenti tocchi di Europudding, mentre il vagabondo Eric (Nat Wolff, che canalizza le vibrazioni di Pierce Brosnan nei panni di Robinson Crusoe mentre fa un colloquio per un futuro lavoro ben pagato) sembra intrappolato da troppo tempo in una foresta norvegese nella regione di Odda, nascondendo misteriose ustioni sul corpo e un segreto ancora più scottante.

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È un inizio piuttosto evocativo, ma una volta che Eric incontra la gente del posto, iniziano la cattiva recitazione e gli accenti grossolani. Un bambino noioso perde la vita, dopodiché vale tutto. Qualcuno finge di essere americano, un inseguimento in macchina finisce prima che ci si accorga che era un inseguimento, e il film moltiplica i primi piani di persone sconvolte: tra loro, una giovane psicologa che assomiglia a Jennifer Lawrence (Iben Akerlie) e che accompagna Eric durante la sua fuga, mentre norvegesi inetti e finti americani seguono ogni suo movimento. Non è difficile, giacché la sua afflizione è tutt’altro che discreta.

Con una sceneggiatura così pessima – a un certo punto, il personaggio di Akerlie dice "Adoro i traghetti", e la risposta di Brick Tamland, "Adoro la lampada", sembra essere l’unica accettabile – il tormento di Eric per l'impossibilità di controllare i suoi poteri pericolosi, qualunque essi siano, non coinvolge lo spettatore come dovrebbe. Il film ricorda un po' Hancock, ma la sua stupidità sovrasta il tono cupo e le immagini raffinate, che sfruttano al meglio le location. In effetti, se qualcuno è in grado di uccidere le persone semplicemente toccandole, un abbraccio dovrebbe almeno essere preceduto da un momento di riflessione. Ed Eric lo specifica: "Se mi tocchi, bruci".

Questo film, la cui musica estenuante suona come se qualcuno picchiasse disperatamente su un piano, ha molti, molti problemi. Anche se si presenta come una delle opere più deboli di Øvredal – l'uomo che ci ha regalato Troll Hunter [+leggi anche:
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, e al quale dobbiamo eterna gratitudine – nondimeno prosegue il suo interesse nel portare il mito nella vita di tutti i giorni, ma solo un miracolo potrebbe garantirne un sequel. Con più traghetti, magari.

Diretto da André Øvredal, Mortal è prodotto da Rory Aitken, John Einar Hagen, Brian Kavanaugh-Jones, Ben Pugh per 42, Automatik Entertainment, Eldorado Film e Nordisk Film Production, con Nordisk Film che guida la distribuzione in Norvegia, Signature Entertainment nel Regno Unito e Ascot Elite Entertainment Group in Germania.

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(Tradotto dall'inglese)

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