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FILM / RECENSIONI Francia / Belgio

Recensione: Les Apparences

di 

- Marc Fitoussi spoglia i circoli di espatriati della loro patina sociale in un film a doppio fondo che, dietro le apparenze di una commedia di costume, nasconde un thriller

Recensione: Les Apparences

Quando una bussola perde il nord, c'è il rischio di imbarcarsi in una direzione imprevedibile, persino pericolosa. Ma è estremamente difficile per una donna offesa resistere al desiderio di vendicare il suo onore, riuscendo allo stesso tempo a nascondere i suoi guai in una piccola comunità di borghesi espatriati dove regnano finzione e lingue biforcute. Tutto questo vi suona enigmatico? Benvenuti a Les Apparences [+leggi anche:
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, il nuovo film di Marc Fitoussi (Copacabana [+leggi anche:
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) e sua prima incursione nel genere del thriller psicologico. Un lungometraggio con un meccanismo narrativo potentemente contorto (basato sul romanzo Betrayal della svedese Karin Alvtegen) e con un doppio fondo che ricorda il cinema di Claude Chabrol. Il film è lanciato nelle sale francesi il 23 settembre da SND, con una Karin Viard come sempre imperiale nel ruolo principale.

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"Sono viziata dalla vita". Sposata con Henri (Benjamin Biolay), un famoso direttore d'orchestra, madre di un bambino di sei anni e direttrice di una biblioteca, Hélène (Karin Viard) conduce una vita molto privilegiata a Vienna nel cuore del piccolo circolo francese attivo nella capitale austriaca. Cene raffinate, personale domestico, trattamenti di bellezza e pettegolezzi (a base di calunnie e disprezzo di classe) con le amiche madri di studenti delle scuole francesi (in particolare Clémence, brillantemente interpretata da Pascale Arbillot) punteggiano la vita quotidiana. Ma il sospetto di infedeltà coniugale proietta Hélène in una spirale sempre più incontrollabile. Ferita e determinata a far pagare l’insegnante (Laetitia Dosch) di cui si è infatuato suo marito, pur preservando le apparenze sociali e il suo matrimonio, avvia un doppio gioco che le si rivolterà contro, con un giovane austriaco (Lucas Englander) incontrato per caso che arriva singolarmente a complicare la situazione...

Doppio linguaggio, doppia personalità ("parliamo di noi, ma cerchiamo di dimenticare chi siamo"), bugie, segreti del passato che affiorano in superficie, furto di identità digitale, ombre, stratagemmi, colpi di scena inaspettati, ribaltamento delle situazioni: sotto la sua patina classica di commedia di costume sulla coppia e l'adulterio, Les Appearances tesse una tela sofisticata, seminando abilmente gli indizi per raccoglierli meglio in seguito, con un clima che gradualmente si inasprisce e si oscura, finendo per minacciare le fondamenta stesse di un'esistenza artificialmente privilegiata (una strizzata d’occhio a Peau d’âne di Jacques Demy) perché "il verme è nel frutto" nel "paese di Mozart". Un'esplorazione al contempo caustica e leggera, al crocevia di più generi e interpretata in modo molto solido, che Marc Fitoussi mette in scena con maestria ed eleganza su una musica composta da Bertrand Burgalat.

Prodotto da Thelma Films, Les Apparences è coprodotto da SND (che guida anche le vendite internazionali) e dai belgi di Scope Pictures.

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(Tradotto dal francese)

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