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ROMA 2020

Recensione: We Are The Thousand – L’incredibile storia di Rockin’1000

di 

- Il doc di Anita Rivaroli sul tributo di 1000 musicisti ai Foo Fighters fotografa un evento musicale che è pura gioia

Recensione: We Are The Thousand – L’incredibile storia di Rockin’1000

Qual è la più grande rock band del mondo? I fan dei Foo Fighters hanno un'idea molto precisa su quale debba essere la risposta. We Are The Thousand – L’incredibile storia di Rockin’1000 [+leggi anche:
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, il doc diretto da Anita Rivaroli - alla Festa del Cinema di Roma all’interno della Sezione Riflessi - si apre proprio sull’immagine suggestiva ed emozionante di questi fan/musicisti che suonano tutti assieme.

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Un passo indietro, a più di cinque anni fa, quando Fabio Zaffagnini, di mestiere geologo, si chiede come fare per convincere il gruppo di alternative rock di Seattle a venire a suonare a Cesena. Semplice: facendo qualcosa di pazzesco. Come mettere assieme 1000 musicisti e farli suonare all'unisono, nello stesso posto.

Fabio e il suo team creano un sito internet con un solo messaggio: “We have a plan, it has something to do with the Foo Fighters”. Tante e-mail e a metà dicembre parte una campagna di crowdfunding piuttosto ambiziosa: arrivare a 40.000 euro per riunire 250 cantanti, 150 batteristi, 250 bassisti, 350 chitarristi ed eseguire uno dei pezzi più semplici dei Foo Fighters, Learn to Fly. Fare un video e mandarlo alla band di Dave Grohl. I fan/musicisti intervistati dalla regista sembravano entusiasti. "Dovevo esserci”” commenta uno sui sessant’anni.

Partono le audizione e vengono creati i tutorial on line dei coach: il “guitar guru” Claudio e gli altri. Si allestisce il Parco Ippodromo di Cesena. Gli sponsor, con il solito coraggio e la voglia di avventura degli sponsor, sono tutti spariti. I fonici sono nel panico: il suono viaggia a 340 metri al secondo e il primo batterista sarà a 40 metri dall’ultimo, il sincrono andrà a farsi benedire.

Cominciano ad arrivare da tutta Italia punk rocker, bluesman, metalhead. Età media dai sei ai sessant'anni. Sono impiegati, operai, architetti, medici, fornai, vigili del fuoco, grafici, informatici, c'è persino un capitano di lungo corso. Solo a sentire il sound check con il direttore d’orchestra Marco Sabiu viene la pelle d'oca. C'è una sola parola per tutto questo: gioia. Non è una masturbazione rockettara ma un atto collettivo, un’evento zen, una manifestazione unanime dettata da un’urgenza. Qualcosa di nuovo insomma. Anita Rivaroli è abile nel cercare l’individuo nei mille. Qualcuno confessa davanti alla camera che la musica l'ha tenuto lontano dalla cattiva strada. “Se mai dovesse esistere il paradiso, io lo immagino così”, dice un altro.

Qui si chiude il primo capitolo del film. La regista sfuma al nero e si concede un elegante slow motion in bianco e nero dei musicisti in azione.  Il video della performance va su YouTube, diventa subito virale, 15 milioni di visualizzazioni in tre giorni, ne parla anche la CNN, e dal Brasile al Giappone agli Stati Uniti tutti si congratulano, le visualizzazioni diventano 26 milioni. Per qualche giorno i 1000 diventano la band più importante del pianeta (non più dei Foo Fighters). Grohl manda un video di risposta, parla in italiano, ringrazia e poi minaccia: “We will come”.  Fabio Zaffagnini vola negli States e incontra Dave. Qui entra in scena una vera star ed è la parte francamente meno eccitante, Anche se i fan rimangono i veri protagonisti di questa fiaba a lieto fine.  “Quando imparo a volare (in alto) - recita Learn To Fly - Vola con me, Non riesco a farcela da solo, Prova a rendere mia questa vita”.

Dopo il concerto dei Foo Fighters a Cesena, arriveranno nuovi messaggi: “Quando lo rifacciamo?” Rockin’ 1000, “the biggest rock band on Earth”, è ora un progetto che coinvolge migliaia di musicisti al mondo.

Il film è prodotto da Indyca in collaborazione con Rockin’1000, Les Films d’Ici e New Lanark, sostenuto dalla Film Commission Emilia Romagna e dal Piemonte Doc Film Fund. I Wonder lo distribuisce in Italia dal 25 al 28 ottobre.

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