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BULGARIA Francia

Recensione: February

di 

- Il bulgaro Kamen Kalev si immerge nell'atemporalità ed esplora l'unione tra l'uomo e la terra attraverso un'affascinante opera ascetica ed ecologica, etichettata da Cannes 2020

Recensione: February
Kolyo Dobrev in February

Il vento che accarezza le foglie degli alberi, le piste segrete del sottobosco, i ruscelli e gli stagni dove per gioco si gettano i sassolini, le vastissime distese di campi e colline deserte sotto un cielo immenso, le ripide scogliere di un'isola ricoperta da sciami di gabbiani, bufere di neve che cancellano i paesaggi, passeri e aquile, greggi di pecore scortate da cani, un asino che tira un carretto, e nel cuore di questo caleidoscopio che si trasforma con le stagioni, un bambino, un giovane, un vecchio, lo stesso individuo nelle tre età di un'esistenza fatta di duro lavoro immerso nella natura in tutte le sue sfaccettature: la sua monotonia, la sua asprezza, la sua bellezza poliedrica e il suo potere.

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È questo il profondo soggetto, ancorato a un realismo restituito in tutta la sua asprezza e che sfiora l’esistenzialismo, la filosofia e il misticismo, in cui il cineasta bulgaro Kamen Kalev (rivelatosi nel 2009 con Eastern Plays [+leggi anche:
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intervista: Kamen Kalev
scheda film
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) si immerge nella sua nuova opera, Février [+leggi anche:
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, etichettata dalla Selezione ufficiale del Festival di Cannes 2020, che ha appena avuto la sua prima mondiale al MIA di Roma, e che sarà presto proiettata a Tokyo, a Siviglia, alla Viennale, a San Paolo, e altri.

Strutturato in tre parti, il film ritrae la vita di Petar, nipote di pastore, figlio di pastore e che farà il pastore lui stesso nella regione di Razdel (un villaggio nel sud-est della Bulgaria, non lontano dal confine con la Turchia). All’inizio è un bambino di otto anni (Lachezar Dimitrov), affidato per un'estate al nonno taciturno (Hristo Dimitrov-Hindo) e confrontato con la ripetitiva quotidianità del mestiere ("quando torniamo al villaggio?", "mio fratello non potrebbe venire a sostituirmi?", "quando andiamo a pescare?"), esplorando in solitario i dintorni, l'ignoto, le sottili sensazioni nate a contatto con la natura. Poi arriva il momento del matrimonio e della partenza di Petar (Kolyo Dobrev) per il servizio militare nelle truppe della Repubblica popolare di Bulgaria, l'incontro con un coscritto appassionato di poesia ("anche se muoio, riapparirò negli occhi di un passero e ti guarderò da un albero"), un soggiorno nel Mar Nero sull'isola di Saint-Yvan e la totale presa di coscienza di un'identità intimamente legata alla sua terra natale, al mestiere dei suoi antenati e al linguaggio della flora e della fauna. Infine, Petar è un anziano (Ivan Nalbantov) la cui esistenza si è totalmente armonizzata con il ritmo della natura, che preferisce un inverno molto fisico da solo sulle alture e con la sua mandria alla prospettiva di raggiungere i vecchietti al caffè del paese dove sua sorella è malata. Perché questo ciclo umano è ovviamente anche quello della vita e della morte, del tempo e delle sue reincarnazioni, delle sue variazioni attorno allo stesso motivo, di "questo corridoio infinito dove sono allineati tutti i nostri antenati"...

Diretto in modo magnifico con bellissime immagini fisse che rendono giustizia allo splendore allo stesso tempo grezzo e morbido di spazi naturali in cui l'uomo è quasi assente, Février è arricchito da alcuni estratti di Albert Camus, del poeta Boris Hristov e da una voce fuori campo che adatta brani del romanzo Meursault, contre-enquête di Kamel Daoud. Il film rende omaggio a esseri umani molto semplici che non tradiscono l'esistenza e che, sul sentiero umile e ruvido che si forgiano quotidianamente attraverso l'atemporalità della natura, raggiungono uno stato che permette loro di percepire le sottili variazioni della natura e che può portare a una sorta di elevazione mistica. Kamen Kalev firma un'opera molto impegnativa e tuttavia pienamente compiuta, umanista ed ecologica.

Prodotto dai bulgari di Waterfront Film e coprodotto dalla società francese Koro Films, Février sarà distribuito in Francia da UFO Distribution. Le vendite sono curate da Memento Films International.

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(Tradotto dal francese)

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