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FILM / RECENSIONI

Recensione: Bronx

di 

- Olivier Marchal firma un poliziesco cupo e molto efficace sulla scia esplosiva di un gruppo di poliziotti dell'anticrimine marsigliese, sbarcato direttamente su Netflix

Recensione: Bronx
Kaaris, Stanislas Merhar, Lannick Gautry e David Belle in Bronx

"A forza di frequentare cadaveri, sposerai una bara". Dall'esordio alla regia nel 2002 con Gangsters e dalla conquista di pubblico e critica con 36 quai des Orfèvres [+leggi anche:
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(2004), l'ex poliziotto Olivier Marchal ha imposto il suo stile noir, depressivo e violento, un misto di tragedia antica nella sfumatura esistenzialista della corruzione e di codici del cinema di genere dove le sparatorie si susseguono brutalmente in un universo ultra virile che rimanda con tutta evidenza a William Friedkin, Michael Mann, Jean-Pierre Melville o anche Il cattivo tenente di Abel Ferrara, per citare alcuni illustri riferimenti del cinema noir. Una impronta profonda e netta declinata dal cineasta francese in MR 73 [+leggi anche:
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, Les Lyonnais [+leggi anche:
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, Carbone [+leggi anche:
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o ancora nella serie Braquo, e che Marchal sonda nuovamente in Bronx [+leggi anche:
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, prodotto per il cinema da Gaumont (e coprodotto dai belgi di Umedia) ma alla fine lanciato direttamente su Netflix.

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Questa volta, siamo a Marsiglia, nel cuore della BRI (l’anticrimine, Squadra d’investigazione e d’intervento) di Richard Vronski (Lannick Gautry), affiancato da Will (Stanislas Merhar), Max (il rapper Kaaris) e Zach (David Belle), e sotto la supervisione del commissario Campana (Patrick Catalifo). In rivalità con i colleghi della BRB (Brigata di prevenzione al brigantaggio) guidata da Mario Costa (Moussa Maaskri), il quartetto subisce anche la pressione di Ange Leonetti (Jean Reno), un nuovo grande capo orientato verso metodi virtuosi ("è il tipo a cui non piace il nostro tipo"). Tuttavia, l'ispettorato generale dei servizi sospetta che "alcuni elementi della BRB e della BRI forniscano informazioni classificate come riservate a una manciata di grossi banditi affiliati alla criminalità organizzata, principalmente i corsi, che utilizzerebbero queste informazioni per riprendere il controllo del traffico di droga ed eliminare i loro principali rivali che operano nei quartieri Nord". E infatti, i regolamenti di conti a colpi di mitragliatrice si susseguono tra i diversi clan della città, e Vronski tira le fila di un'indagine in cui insidie, bugie, sorprese e tradimenti non mancheranno, in quest'area grigia di pericolosi scambi di buone pratiche tra poliziotti e gangster che finiscono quasi per confondersi.

"Abbiamo solo i nostri metodi, adattati a questa città, e funzionano abbastanza bene - Vedo 11 morti in tre giorni, poi mi spieghi". Con i suoi personaggi tagliati con l’accetta e i suoi dialoghi "tosti", Bronx non è precisamente una finezza di film, ma le sue molteplici sottotrame, il suo cast di "facce sporche" e antieroi molto credibili, il suo impeccabile aspetto formale e l'esplosività delle sue scene d'azione ne fanno un film di genere di ottima tenuta che troverà senza dubbio un vasto pubblico su Netflix, come "un grande cerchio nero bruciato al centro della radura: il fuoco è morto ma i lupi vivono ancora ".

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(Tradotto dal francese)

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