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BLACK NIGHTS 2020 Concorso Opere prime

Recensione: Kindred

di 

- Il primo lungometraggio di Joe Marcantonio è un eccezionale thriller psicologico, capace di mantenere gli spettatori sul filo del rasoio per 90 minuti

Recensione: Kindred
Tamara Lawrance in Kindred

Uno dei titoli più sorprendenti del Festival Black Nights di Tallinn di quest'anno è senza dubbio il primo lungometraggio di Joe Marcantonio, intitolato Kindred [+leggi anche:
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e proiettato fuori concorso nella sezione Opere prime. Il film è stato precedentemente distribuito in sale selezionate e su VOD e piattaforme digitali negli Stati Uniti il 6 novembre. Prima di sviluppare Kindred, Marcantonio ha lavorato a una serie di spot pubblicitari, nonché a diversi cortometraggi di finzione e non.

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La storia, scritta dallo stesso regista in tandem con Jason McColgan, segue una donna britannica di colore sulla trentina di nome Charlotte (Tamara Lawrance) la cui vita viene sconvolta dalla morte improvvisa del suo fidanzato Ben (Edward Holcroft), vittima di uno sfortunato incidente mentre lavorava nel suo cottage. Ben e Charlotte avevano programmato di trasferirsi in Australia, ma la notizia non era stata ben accolta dalla sua prepotente madre Margaret (Fiona Shaw), che in seguito accusa Charlotte di essere responsabile della morte di suo figlio. Il duro confronto finisce con la giovane donna che sviene e si sveglia nella casa della famiglia di Ben, un vecchio maniero fatiscente in mezzo al nulla.

Poco prima della morte di Ben, Charlotte aveva rivelato di essere incinta. Margaret insieme al figlio Thomas (Jack Lowden) decide quindi di prendersi cura di Charlotte mentre lei tenta di riprendersi dallo shock e, possibilmente, per tutta la durata della sua gravidanza. Affranta e perseguitata dalle visioni, Charlotte è costretta ad accettare con riluttanza la loro offerta.

Ma quello che sembrava essere un accordo provvisorio si trasforma gradualmente in qualcosa di più grande e più permanente, poiché Thomas e Margaret vendono tutte le proprietà di Ben – che pare fosse pesantemente indebitato – e trasferiscono gli effetti personali di Charlotte nel maniero. Il meccanismo principale che rende il film coinvolgente e avvincente è l'estenuante gioco psicologico incarnato da Tamara, Margaret e Thomas, sempre sul filo del rasoio. Da un lato, Tamara deve affrontare la sua perdita e ha paura di essere tenuta prigioniera, sebbene possa aver ragionevolmente sviluppato una qualche forma di paranoia; dall'altra parte, Ben e Margaret assumono un comportamento ambiguo nei confronti della donna che oscilla tra un atteggiamento molto possessivo e ossessivo e un desiderio più innocente, eccessivamente apprensivo di mantenere unita la famiglia.

Detto gioco, insieme alle spaventose visioni che ha Tamara (ben realizzate e ricche di immagini potentemente evocative), consente agli spettatori di entrare in empatia con lei e le sue disgrazie. Il successo della storia è in gran parte dovuto all'eccellente scrittura del film e alle straordinarie interpretazioni del cast, in particolare quelle di Shaw e Lawrance. Senza salti di paura o effetti speciali, ma con un'elegante fotografia e una scenografia superba, Kindred è un promettente debutto e un thriller frenetico che terrà gli spettatori sulle spine per i suoi 90 minuti. La colonna sonora, composta da Jack Halama e Natalie Holt, è semplice ed essenziale, in linea con lo spirito minimalista incarnato da questo interessante film indipendente.

Kindred è prodotto dalle società britanniche Reiver Pictures, Head Gear Films, Metrol Technology e Serotonin Films. Le vendite sono gestite dalla tedesca Beta Cinema.

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(Tradotto dall'inglese)

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