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FILM / RECENSIONI Irlanda / Regno Unito / Canada

Recensione: The Nest

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- Jude Law e Carrie Coon interpretano una coppia infelice che cerca di godersi la bella vita degli anni '80, nell'attesissimo seguito di Sean Durkin del film del 2011 Martha Marcy May Marlene

Recensione: The Nest
Carrie Coon e Jude Law in The Nest

Nella cinematografia di ciascun paese esiste solo una manciata di interpreti in grado di elevare ogni film in cui lavorano. Carrie Coon, la protagonista americana di questa produzione europeo-canadese, sta raggiungendo questo livello. In The Nest, uno dei suoi primi ruoli da protagonista al cinema dopo aver lasciato il segno in Fargo e The Leftovers, la sua interpretazione camaleontica salva dalla banalità questo melodramma solido ma stereotipato. The Nest segna il secondo attesissimo lavoro di Sean Durkin, il cui film precedente, Martha Marcy May Marlene, infuocò il circuito dei festival quasi dieci anni fa. Il suo nuovo film è stato presentato al Sundance 2020 ed è uscito in Europa nella seconda metà di quest'anno.

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Coon è in coppia con Jude Law, un attore sempre più presente sui nostri schermi, grazie alla sua versatilità. Nei suoi ruoli per registi affermati come Paolo Sorrentino e Steven Soderbergh, si adatta al grande design di un film, ma in The Nest, è lasciato a briglie sciolte. In linea con il suo personaggio, uno squalo della finanza degli anni '80, la sua presenza sullo schermo trasmette un’energia tossica, anche se non lo si vede mai assumere droghe o bere molto. Nel suo travagliato "nido" familiare, la moglie e i figli adolescenti masticano invece vari stimolanti, e forse più potenti dei suoi.

The Nest ha tutti I requisiti per una coproduzione internazionale, essendo ambientato sia negli Stati Uniti (ma girato in Canada) che nel Regno Unito. Ispirato all'infanzia del regista e alle difficoltà di adattarsi a un nuovo stile di vita, The Nest vede la famiglia protagonista, gli O'Haras, trasferirsi da New York in una villa del XVII secolo nel Surrey, giacché il padre Rory (Law) torna a casa per cogliere una nuova opportunità presso la sua ex società di intermediazione. Il personaggio di Coon, Allison, è un'istruttrice di equitazione che si sente lontana dal suo stile di vita più equilibrato e modesto, e i loro poveri figli Sam (Oona Roche) e Ben (Charlie Shotwell) devono reintegrarsi in nuove scuole e cerchie di amici.

Rory è un bugiardo seriale e un ottimista che rasenta l'illusione. Si comporta in modo temerario nel suo nuovo lavoro, tentando di sfruttare la famosa deregolamentazione del settore finanziario londinese, comunemente nota come Big Bang, negli anni '80 della Thatcher. Allison si converte progressivamente in una casalinga tormentata che sembra uscita da uno psicodramma di Polanski o Cassavetes, e la traiettoria del film precipita verso una tragedia prevedibile.

In questo film imperfetto ma potente, Durkin riesce ad evocare una forza drammatica nelle sequenze incrociate alla fine del terzo atto, in gran parte provocate dalla graduale ribellione di Coon contro il dominante e ben intenzionato Law. Tuttavia, durante la storia, i dialoghi e le immagini hanno una qualità eccessivamente schematica, sono prevedibili e prendono in prestito da film più ricchi e avvincenti. Il personaggio di Coon viene spesso mostrato da solo mentre si prende cura del suo prezioso cavallo – suo marito ha promesso di costruire una stalla nella loro nuova tenuta – qualcosa che potrebbe essere chiamato "simbolismo" per come riflette il destino dei suoi proprietari. Mentre gli O’Hara sopprimono le loro emozioni in linea con lo stereotipo britannico, il cavallo nitrisce rumorosamente, come per esprimere ciò che non viene detto.

The Nest è una coproduzione tra Regno Unito, Irlanda e Canada. Il film è prodotto da BBC Films, Element Pictures ed Elevation Pictures. Le vendite nel mondo sono curate da FilmNation Entertainment.

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(Tradotto dall'inglese)

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