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FILM / RECENSIONI Spagna

Recensione: Los inocentes

di 

- Guillermo Benet debutta con un film dove il fuori campo e il suono sottolineano la grande tensione dei suoi personaggi di fronte a una situazione inaspettata, difficile e tragica

Recensione: Los inocentes
Pablo Gómez-Pando in Los inocentes

Cosa faremmo di fronte a un evento estremo in cui siamo stati inaspettatamente coinvolti? Quale sarebbe la nostra reazione, atteggiamento, riflessione e responsabilità? In che modo quell'evento segnerà il resto della nostra vita e come affronteremmo le sue conseguenze? Se David Victori ha messo Mario Casas, fresco vincitore di un Goya, in una tale posizione nel suo secondo lungometraggio, No matarás [+leggi anche:
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, l'esordiente nel lungometraggio Guillermo Benet moltiplica per sei il numero dei protagonisti e li fa anche soffrire, nella sua opera prima Los inocentes [+leggi anche:
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, durante una notte funesta, drammatica, cruciale e tesa fino a dire basta.

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Il titolo – carico di una certa ironia, ma anche di significato – fa riferimento a quei ragazzi e a quelle ragazze che, senza aspettarselo, reagiscono in modo diverso a un evento tragico, caotico e confuso, di cui sono stati più o meno parte attiva, ma senza che alcuna accusa ufficiale venga mai mossa contro di loro. Una di loro fugge dalla crudele realtà ed evade nella droga e il sesso, un altro ammette la sua (probabile) colpa e altri si rifugiano nella rabbia e nell’autodifesa. Tutti gli atteggiamenti sono possibili (e credibili), perché i loro sentimenti sono profondamente umani.

Diviso in sei capitoli, come il numero di personaggi, ma senza un nome (mantenendo così l'anonimato di questi ruoli), Los inocentes riflette lo stesso evento (come hanno fatto Rashomon di Akira Kurosawa, o la serie americana The Affair) da diverse prospettive, a seconda di cosa ha fatto esattamente ciascuna delle persone coinvolte. Chiusi nel formato quadrato 1:1 e con la telecamera che passa dal massimo movimento all'inizio di ogni frammento per poi stabilizzarsi quando la situazione diventa irrimediabile, Benet e la sua troupe fanno un uso efficace del fuori campo e del potente suono per creare una tensione drammatica quasi palpabile, come ne Il figlio di Saul [+leggi anche:
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Nel pluripremiato film dell'ungherese László Nemes, è così che si stabiliva un forte legame emotivo tra lo spettatore e il personaggio centrale: questo accade anche in Los inocentes, mentre aver vissuto esperienze diverse isola ogni personaggio dagli altri, poiché i loro punti di vista sono del tutto inconciliabili: questo fattore è anche un accurato riflesso dell'attuale momento storico-sociale, dove l'individualismo più animalesco prevale sui principi empatici della collettività e della collaborazione.

Con questo cocktail, Benet costruisce un rompicapo ideato insieme al suo co-sceneggiatore Rafa Alberola, supportato dalle performance eccezionali di Pablo Gómez-Pando, Violeta Orgaz, Pilar Bergés, Raúl de la Torre, Olivia Delcán e Susana Abaitua (nota per il suo lavoro nella serie Patria). Ma, infine, il film non giudica i suoi personaggi, vittime delle loro decisioni istintive e delle reazioni veloci, che non lasciano spazio alla necessaria riflessione a mente fredda: purtroppo per loro ci sarà un prima e un dopo quella fatidica notte, che era iniziata promettendo una serata di musica, alcol e divertimento.

Los inocentes è una produzione Vermut Films, Garde e Tasio. Il film è distribuito da El Sur Films ed uscirà venerdì 12 marzo nelle sale spagnole.

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(Tradotto dallo spagnolo)

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