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HOT DOCS 2021

Recensione: Viral

di 

- Questo documentario sul tema del coronavirus di Udi Nir e Sagi Bornstein vi porterà alla saturazione da YouTube

Recensione: Viral

Presentato in prima mondiale a Hot Docs, Viral è un'esperienza molto faticosa, per diversi motivi: il primo è il semplice fatto che la pandemia non è ancora finita. Sembra prematuro immergersi nelle profondità del COVID e analizzarlo nel 2020, ed è esattamente ciò che fanno Udi Nir e Sagi Bornstein (già autori di #Uploading_Holocaust). Inoltre, la loro analisi consiste nel riprodurre video di YouTube caricati da giovani influencer spaventati/disinformati/annoiati, accompagnati da una colonna sonora irritante. Ciò fa sì che questo film di 80 minuti sembri più lungo de Il Signore degli Anelli.

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Tuttavia, il documentario è la porta di accesso a un mondo che può risultare affascinante talvolta, o del tutto sconcertante. Questi giovani, che ora hanno vent'anni, sono cresciuti condividendo le loro vite con gli altri, e si vede. Sembrano sinceri quando dicono "ciao ragazzi" e "hey voi" agli iscritti che, in realtà, non vedono né conoscono. A questo punto, non si può dire che quello che fanno non sia importante, se il tuo obiettivo è diventare una star dei social network. Eppure Viral sembra godere della loro ingenuità visto che i registi – a differenza dei loro protagonisti – sanno già come andranno a finire le cose e sono pienamente consapevoli che i loro propositi per il nuovo anno di essere "più aperti, più sostenibili, più attivi su Instagram" svaniranno presto e saranno sostituiti da un lacrimoso "voglio solo tornare a casa".

Concentrandosi su sette storie separate, Nir e Bornstein cercano di coprire più campi: uno dei "fornitori di contenuti" vive in un furgone, in stile Nomadland; un'altra lotta contro problemi di salute mentale o cerca di lasciarsi alle spalle il suo passato da spogliarellista, per il dispiacere dei suoi fan online. È interessante che la maggior parte di loro non sembrino interagire dal vivo con nessuno, "parlando" solo con i loro follower. Diffondono anche disinformazione, chiedendosi ad alta voce se devono davvero indossare quella mascherina o vantandosi che "gli indiani hanno un buon sistema immunitario" – un'affermazione che suona particolarmente stridente in questo momento. Ovviamente si fa cenno alle persone che condividono in blocco contenuti non verificati, ma in generale, sembra una bugia mascherata da verità, poiché "dicono ciò che tutti sappiamo".

È difficile capire quale sia il punto di vista di Nir e Bornstein, specialmente quando in questi video compare l'elemento politico. Dopo tutti i film recenti che ci dicono che il futuro è giovane, qui vediamo un ragazzo che "raccomanda vivamente" di fare proteste pacifiche (anche se, almeno, l’intenzione è buona). Poi c'è un tentativo – allarme spoiler – di tranquillizzare gli spettatori più anziani, suggerendo che anche gli influencer in questione rifletteranno sul loro comportamento sbagliato, il tutto accompagnato da un montaggio in cui alcuni ammettono di essere stanchi di essere sempre online. Ma alla fine della giornata, o della pandemia, Viral non si impegna davvero a indagare su nulla; mostra solo persone che reagiscono in diretta, sui loro canali, e non esiste un modo semplice per disconnettersi dalle chiacchiere.

Viral è una produzione tedesca guidata da gebrueder beetz filmproduktion e Udi V Sagi. Le vendite mondiali sono gestite da Dogwoof.

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(Tradotto dall'inglese)

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