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CANNES 2021

Il colosso di Cannes torna con 24 aspiranti alla Palma d’Oro

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- In lizza 16 registi che hanno già partecipato al concorso e otto nuovi arrivati. 14 europei si contenderanno il primo premio sulla Croisette

Il colosso di Cannes torna con 24 aspiranti alla Palma d’Oro
Titane di Julia Ducournau

Un appetito insaziabile e una dimostrazione di forza. Dopo essere stato costretto nel 2020 dalla pandemia a una dieta ferrea in absentia appena addolcita dall’assegnazione del suo label, il Festival di Cannes si prepara a tornare in forze sulla Croisette per la sua 74ma edizione (dal 6 al 17 luglio) sfoggiando una ricca selezione ufficiale, che rastrella il meglio del cinema d'autore globale disponibile e toglie letteralmente il pane dalla bocca degli eventi competitivi a venire.

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Dopo aver stravolto la situazione fino all'ultimo minuto, tenendo all’erta i professionisti fino a notte fonda, il delegato generale Thierry Frémaux ha svelato oggi a Parigi una line-up più che copiosa che comprende 24 lungometraggi in concorso. Tra questi brillano in particolare tre ex vincitori con l'italiano Nanni Moretti (Palma d'Oro nel 2001 e premio per la regia nel 1994 - ottava partecipazione in concorso), il francese Jacques Audiard (Palma d'Oro nel 2015, Grand Prix nel 2009 e premio per la sceneggiatura nel 1996 - quinta partecipazione) e il thailandese Apichatpong Weerasethakul (Palma d'Oro nel 2010 - terza partecipazione).

Ad essi si aggiungono 13 concorrenti che già conoscono la vetta più alta di Cannes, un contingente che unisce registi di fama consolidata e astri nascenti: l'iraniano Asghar Farhadi (premio per la sceneggiatura 2016 - terza partecipazione), l'olandese Paul Verhoeven (terza partecipazione), l'americano Sean Penn (terza partecipazione), il suo connazionale Wes Anderson (seconda partecipazione), il ciadiano Mahamat Saleh Haroun (premio della giuria nel 2010 - terza partecipazione), il russo Kirill Serebrennikov (seconda partecipazione), il norvegese Joachim Trier (seconda partecipazione), il giapponese Ryusuke Hamaguchi (seconda partecipazione), l'australiano Justin Kurzel (seconda partecipazione) e i francesi Bruno Dumont (Grand Prix nel 1999 e 2006 - quarta partecipazione), François Ozon (quarta partecipazione), Catherine Corsini (seconda partecipazione dopo un primo passaggio nel 2001) e Leos Carax (terza partecipazione e che aprirà il festival).

Otto nuovi arrivati ​​(ma tutti già ampiamente apprezzati con i loro lavori precedenti) completano la fornitissima vetrina dei pretendenti alla Palma d’Oro, che sarà assegnata dalla giuria presieduta da Spike Lee: l'ungherese Ildiko Enyedi (Orso d'Oro a Berlino nel 2017), il finlandese Juho Kuosmanen, il belga Joachim Lafosse, il marocchino Nabil Ayouch, l'israeliano Nadav Lapid (Orso d'Oro a Berlino nel 2019), l'americano Sean Baker e le francesi Mia Hansen-Løve e Julia Ducournau.

Il menù potrebbe ampliarsi ulteriormente nei prossimi giorni, con alcuni film presentati all'ultimo minuto (Park Chan-wook? Claire Denis? Gaspar Noé? Mamoru Hosoda?).

A livello geo-cinematografico, l'Europa domina nettamente la line-up della competizione 2021 con 14 titoli in corsa per la Palma d'Oro: sette francesi (Hansen-Løve, Ducournau, Corsini, Audiard, Dumont, Ozon e Carax - un netto aumento rispetto allo standard che farà sicuramente discutere, ma che oltre a denotare l'alta qualità del cinema d'autore francese, rappresenta un bonus di visibilità concesso da Cannes a un'industria nazionale che ha superato con resilienza la crisi sanitaria), un italiano (Moretti), una ungherese (Enyedi), un olandese (Verhoeven), un belga (Lafosse), un norvegese (Trier), un finlandese (Kuosmanen) e un russo (Serebrennikov).

L'Asia punta su quattro film (Weerasethakul, Farhadi, Hamaguchi e Lapid), mentre il Nord America ha tre rappresentanti (Anderson, Penn e Baker) a causa di un'offerta molto ridotta (conseguenza dei calendari di uscita, della contrazione della produzione legata alla pandemia e di una politica delle piattaforme poco compatibile con la difesa della sala fermamente sostenuta da Cannes). L'Africa è presente con due aspiranti alla Palma (Haroun e Ayouch) e l’Oceania-Australia con un film (Kurzel). Invece, nessun film latinoamericano è entrato in selezione. Da notare infine che quest'anno saranno in concorso quattro registe (di cui tre francesi).

Non particolarmente ben fornita in termini di blockbuster, la Selezione ufficiale comprende nella sezione fuori concorso Stillwater dell'americano Tom McCarthy, il documentario del suo connazionale Todd Haynes sui Velvet Underground e tre film francesi (di cui uno di Emmanuelle Bercot), con i 18 film di Un Certain Regard (tra cui i lungometraggi di Semih Kaplanoglu, Alexey Guerman Jr., Eskil Vogt, Valdimar Jóhannsson) ricentrati sul cinema giovane e su lavori più formali, di ricerca. La nuova vetrina Cannes Premiere presenterà fuori concorso al Debussy opere di Arnaud Desplechin, Kornel Mundruczo, Hong San-soo, Andrea Arnold, Mathieu Amalric ed Eva Husson. Infine tra le Proiezioni speciali, fra gli altri, ci sono il film collettivo The Year of Everlasting Storm e i documentari firmati da Sergeï Loznitsa, Oliver Stone, Karim Aïnouz e Charlotte Gainsbourg.

La lista dei film annunciati:

Concorso

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(Tradotto dall'inglese)

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