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CANNES 2021 Concorso

Recensione: Tre piani

di 

- CANNES 2021: Nanni Moretti realizza una brutta soap opera con il gotha del cinema italiano

Recensione: Tre piani
Margherita Buy (a sinistra) in Tre piani

L'ultimo di Nanni Moretti, Tre piani [+leggi anche:
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, scelta sconcertante per il concorso principale di Cannes è proprio come uno di quegli interminabili show televisivi TV con il nome di una strada nel titolo, di quelli in cui gli attori sono costretti a recitare in scenari sempre più strani finché muoiono, lasciando dietro di sé una scia di gemelli malvagi e vittime di amnesia. Con performance esagerate, che provocano risate alla proiezione per la stampa e battute pompose che non dovrebbero essere pronunciate in nessuna situazione, per quanto drammatica, ci si aspetterebbe quasi una dissolvenza e un cartello “…continua”. Ma semplicemente non arriva, per due lunghe ore.

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Tutto inizia non tanto col botto, quanto con un incidente: un ragazzo ubriaco investe una signora per strada a Roma. Finisce per guidare anche nel soggiorno dei loro vicini, e presto l'intero edificio è coinvolto, inclusa la donna che ha assistito a tutto mentre si recava in ospedale, in procinto di partorire mentre suo marito è di nuovo via per lavoro. O come i genitori di una bambina, abituati a lasciarla con una coppia di anziani della porta accanto finché non viene ritrovata persa nel parco, di notte, con un uomo che avrebbe dovuto vegliare su di lei. Potrebbe andare avanti all'infinito, poiché ci sono sufficienti accadimenti per rivaleggiare con Beautiful e garantire altrettante stagioni piene di sorprese.

Ma Moretti ha, come abbiamo detto, due ore, e alcuni (per lo più ridicoli) sviluppi in realtà sono troppo precipitosi – inclusa una scena di sesso imbarazzante e moralmente dubbia che apparentemente ha a che fare con l'accesso ad alcune e-mail segrete, in stile James Bond. Il che significa anche che gli attori non possono davvero sviluppare veri personaggi, ma vengono ridotti a prototipi: un figlio problematico, una moglie sola e una ragazza confusa con una cotta per un uomo sposato. Col passare del tempo, a intervalli di cinque anni, i bambini crescono, e così anche i capelli di Alba Rohrwacher – ma nessuno acquisisce complessità, solo Margherita Buy segna un certo sviluppo personale. E un vestito nuovo.

È quasi strano dire che questo è un film proveniente da qualcuno che ha realizzato Caro diario, per citarne uno, ma ciò che manca di più a questo disastro è un po' di caldo umorismo. O anche un qualsiasi tipo di umorismo, perché dopo un po', anche la sua ilarità involontaria svanisce, con il cast pregiato (tra cui Riccardo Scamarcio e lo stesso Moretti) che continuano a fare dichiarazioni drammatiche, litigare con i loro fratelli cattivi che si intrufolano nell'edificio e fissare uccelli immaginari. Qualcuno dovrebbe semplicemente prendersi la briga di bruciare l'intero posto.

Tre piani è una coproduzione Italia-Francia di Fandango, Sacher Film, RAI Cinema e Le Pacte. La distribuzione francese è di Le Pacte, mntre le vendite internazionali sono affidate a The Match Factory.

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(Tradotto dall'inglese)

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