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TRANSILVANIA 2021

Recensione: The Father Who Moves Mountains

di 

- Daniel Sandu offre un thriller d'azione rumeno molto raro, con il prolifico attore Adrian Titieni come protagonista

Recensione: The Father Who Moves Mountains
Valeriu Andriuţă e Adrian Titieni in The Father Who Moves Mountains

Molto è stato detto sulla cosiddetta New Wave rumena, compreso il fatto che ha iniziato a esaurire i suoi temi prediletti e i suoi mezzi scarni e minimalisti. E che per sopravvivere sia in patria che all'estero, quel cinema rumeno ha bisogno di un cambio di prospettiva. Anche se in realtà non dice nulla di nuovo spostando semplicemente i thriller hollywoodiani ed europei più costosi nei climi più accoglienti della Romania, il secondo film di Daniel Sandu, The Father Who Moves Mountains, offre sicuramente un cambio di passo. Il lungometraggio è stato recentemente proiettato nell'ambito dei Romanian Days del 20° Transilvania International Film Festival (23 luglio-1 agosto, Cluj-Napoca).

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Tutto inizia quando due adolescenti si perdono in montagna. È pieno inverno, su un sentiero che dovrebbe essere percorso solo durante i mesi più caldi. Mentre la notizia impiega un po' di tempo per raggiungere il padre del ragazzo, Mircea Jianu (Adrian Titieni, probabilmente l'attore rumeno più attivo al momento), viene organizzata una missione di salvataggio da alpinisti locali, guidati da Cristian (Valeriu Andriuţă, meglio conosciuto come il sacerdote in Oltre le colline [+leggi anche:
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Nonostante il fatto che la sceneggiatura diventi piuttosto ripetitiva in questo continuo superare ostacoli da parte di Jianu, che si tratti del tempo, della mancanza di risorse o delle reazioni dei familiari più stretti, The Father Who Moves Mountains riesce a raccontare una storia avvincente che spinge gli spettatori a porsi una domanda: non avrebbero agito esattamente come Jianu se avessero avuto le stesse risorse, nella stessa situazione? Un montaggio più serrato avrebbe aiutato nel secondo terzo del film, ma le cose iniziano ad andare molto meglio quando la lotta contro la natura diventa una lotta interiore, quella di un uomo che deve imparare ad accettare l'inaccettabile e accontentarsi di ciò che ha ancora.

Dove The Father Who Moves Mountains funziona meglio è nel presentare una certa tipologia di personaggi. Contrariamente a ciò che i suoi capelli ovviamente tinti e la sua moglie-trofeo molto incinta (Judith State, meglio conosciuta per Sieranevada [+leggi anche:
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The Father Who Moves Mountains potrà essere ricco d’azione e la sua colonna sonora essere al top, ma le sue scene più efficaci sono quelle più tranquille, che diventano un invito a provare compassione. Non verso Jianu, ma nei confronti di chi è giusto accanto a noi, quelle persone che non guardiamo due volte, mentre andiamo freneticamente avanti con le nostre piccole vite. Non conosciamo mai i loro drammi o i loro dolori, ma potremmo fermarci a chiedere, e certamente tendere una mano.

The Father Who Moves Mountains è prodotto Mobra Films (Romania) in coproduzione con la società svedesi Filmgate Films e Film i Väst, e la rumena Mindset Productions. Il film è distribuito in patria da Voodoo Films.

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(Tradotto dall'inglese)

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