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VENEZIA 2021 Settimana Internazionale della Critica

Recensione: La dernière séance

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- VENEZIA 2021: Il documentario di Gianluca Matarrese è la cronaca del trasloco di un parigino maestro del BDSM da cui scaturiscono ricordi e storie da raccontare

Recensione: La dernière séance
Bernard Guyonnet in La dernière séance

Gianluca Matarrese si mette a nudo - letteralmente, nelle prime sequenze del suo film - per raccontare l’amico/amante Bernard ma allo stesso tempo sé stesso. La dernière séance [+leggi anche:
trailer
intervista: Gianluca Matarrese
scheda film
]
, film di chiusura della Settimana Internazionale della Critica di Venezia, è la cronaca di un anno durante il quale il regista (40 anni) ha frequentato e filmato a Parigi il 63nne Bernard Guyonnet con il quale aveva una relazione sessuale saltuaria diventata affettuosa amicizia.

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Cos’ha di speciale Bernard - che di mestiere organizzava vacanze per gli anziani - per spingere un regista a fare un film su di lui? Niente, se avere qualcosa da raccontare non significasse essere speciali. Aver attraversato indenne gli anni bui dell’AIDS, che ha falcidiato amicizie e amori, avere avuto 10mila uomini nel proprio letto, essere stato un bambino adottato senza aver mai potuto conosciuto i veri genitori, essere un omosessuale non compreso da padre e madre adottivi, e avendo la capacità di esprimere tutto questo senza filtri o pudori, con compiutezza, descrivendo dolori, rimpianti, momenti di gioia, attraverso ricordi vividissimi. Bernard è appena andato in pensione e vuole traslocare, cambiare vita, e dai cassetti e armadi scaturiscono oggetti vari, migliaia di foto accuratamente catalogate, scritti, porcellana di Limoges. E ogni cosa è un ricordo. Conservare o bruciare? Intanto rievocare. Le nuits fauves di Bernard erano e sono ancora fatte di pelle nera, catene, manette, fruste e cappucci perché lui è un esperto di BDSM nel ruolo di “dominatore”. E’ il suo modo di dare e prendere il piacere: “vengono uomini a farsi frustare per sentirsi considerati”, spiega a Gianluca. “In un atto sessuale hardcore traspare la psicologia del tuo partner, più di quanto si immagini”. Riemergono le cicatrici delle morti orribili per AIDS dei due grandi amori, Christian e Ider. C’è spazio anche per episodi hard ma divertenti, come gli “incidenti” che possono capitare usando un dildo o il sesso nelle cappelle mortuarie del Père-Lachaise. Matarrese segue Bernard nelle sue riflessioni su vita e morte, lascia vagare la camera come uno occhio curioso sul mondo segreto di un uomo comune. E lo segue in discoteca a incontrare gli amici, nel trasloco, nello spostamento della sua preziosa Peugeot 404 degli anni Sessanta, nel nuovo appartamento, alla ricerca del gatto nero che è scappato. Bernard fa il duro, alla fine ritrova il gatto, si commuove, temeva di aver perso un altro affetto. “Sei la mia solo avventura sentimentale”, confessa al regista. Ma la vita va avanti, ci sono altri film da fare, e tra i ringraziamenti nei titoli di coda, Matarrese inserisce “il mio psicanalista”.

Nato a Torino, Gianluca Matarrese si è trasferito a Parigi nel 2002 per proseguire gli studi di cinema e teatro. In Francia ha realizzato una sit-comedy per i canali francesi OCS e fatto il segment producer per una ventina di programmi televisivi di entertainment per molti network francesi. Dopo due cortometraggi di finzione gira il suo primo lungometraggio documentario Fuori Tutto, che ha vinto il premio come miglior doc italiano al Torino Film Festival 2019.

La dernière séance è prodotto dall’italiano Altara Film in coproduzione con la francese Bocalupo Films.

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