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ROMA 2021

Recensione: Promises

di 

- Amanda Sthers realizza un dramma d’amore che gioca con il tempo, intenso e struggente, con protagonisti Pierfrancesco Favino e Kelly Reilly. In anteprima mondiale alla 16ma Festa di Roma

Recensione: Promises
Pierfrancesco Favino e Kelly Reilly in Promises

Un amore mai vissuto è un amore che non potrà mai morire, ed è questo che descrive in modo intenso e struggente il nuovo film di Amanda Sthers, Promises [+leggi anche:
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, tratto dal suo best-seller internazionale “Les Promesses” (edito in Italia con il titolo “Promesse”) e presentato in anteprima mondiale alla 16ma Festa del cinema di Roma. Dopo Les Amants jeunes [+leggi anche:
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con Fanny Ardant e Melvil Poupaud, ecco dunque in Selezione ufficiale al festival romano un altro film su una tormentata liaison dangereuse che travolge tutto ciò che incontra, stavolta con protagonisti Pierfrancesco Favino e Kelly Reilly, altrettanto intensi, sofferenti e innamoratissimi l’uno dell’altra, ma senza esserselo mai detto, e perciò pieni di nostalgia e rimpianto.

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È chiaro fin dal loro primo incontro, a una festa dove gli ospiti sono tutti invitati a indossare dei ridicoli baffi, che Alexander e Laura non avranno più scampo. Lui ha una moglie e una figlia, lei è in procinto di sposarsi il mese successivo; si incrociano per caso in bagno, uno scambio di battute, di sguardi, un paio di baffi disegnati sopra le labbra, e si capisce subito che tra loro sarà una passione fatale. Non è una narrazione tradizionale, però, quella a cui assistiamo: fedele alla teoria della circolarità del tempo, evocata nel film in più di una conversazione, il racconto fa avanti e indietro nel tempo, a partire dall’infanzia del protagonista, il suo primo amore, i suoi grandi traumi, il rapporto con suo nonno (una figura cardine della sua vita, severo ma giusto, incarnato da Jean Reno), fino all’età adulta, la sua vita apparentemente felice, gli amici fraterni, la ricerca di quel libro appartenuto a suo padre, morto tragicamente quando lui era piccolo, andato perduto e mai più ritrovato (motivo per cui, probabilmente, da grande è diventato un commerciante di libri rari), e poi ancora una seconda famiglia, la terza età e una notizia di quelle che non vorresti mai ricevere.

Tutta la vita di Alexander, detto Sandro per le sue origini italiane (il film è girato tra l’Italia e l’Inghilterra), scorre tra desideri insoddisfatti, occasioni perdute e promesse mai mantenute, in un presente che si confonde con il passato, un passato che talvolta si reinventa nel ricordo, effetto sliding doors, e un possibile futuro in cui ci si chiede se possa essere la morte, infine, la terra delle seconde occasioni. Il film poggia su una coppia altamente cinematografica, quella composta da Favino e da Reilly, immensamente seducenti e belli da guardare, lui fragile, romantico, in grado di esprimere tutte le sfumature del desiderio con uno sguardo, e lei a suo agio nei panni di femme fatale eterea, chioma bionda e occhi tristi. “Mi spiace di non aver agito al momento giusto” - “Non c’è stato mai un momento giusto”: certi incontri nella vita sono fulminanti, ma semplicemente avvengono nei tempi sbagliati. Un qualcosa che tutti provano almeno una volta nella vita, un sentimento universale che Sthers convoglia in un dramma romantico che, nonostante la materia che tratta, si mantiene sobrio e non eccede in pateticità.

Promises è una coproduzione Italia-Francia guidata da Indiana Production, Vision Distribution, Barbary Films e Iwaca; il film è distribuito in Italia (dove esce il 18 novembre) e nel mondo da Vision Distribution.

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