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ROMA 2021

Recensione: L’Arminuta

di 

- Giuseppe Bonito gira con eleganza un racconto di formazione nell’Italia rurale degli anni 70. Niente sentimentalismi ma l’emozione è assicurata

Recensione: L’Arminuta
Sofia Fiore e Carlotta De Leonardis in L’Arminuta

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di Giuseppe Bonito tocca corde profonde, le nostre paure dell’abbandono, i legami che si creano con le figure di accudimento, le chance che ci offre la vita chiedendoci di diventare adulti prima del tempo. Tratto dal bestseller vincitore del Premio Campiello 2017 di Donatella Di Pietrantonio - che del film ha scritto soggetto e sceneggiatura con Monica Zapelli, mantenendo una continuità stilistica e ideale con il romanzo - il film parla di maternità e dell’incapacità di assolvere al compito di madre, di donne determinate e inarrestabili quanto sprovvedute, di uomini impotenti di fronte a questo coraggio.

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Siamo nell’Italia centrale a metà degli anni 70, presumibilmente nell’entroterra abruzzese in cui è nata l’autrice del libro. Povertà e asprezza dominano le vite e gli animi della gente dl posto. Dalla città, con il suo vestitino color carta da zucchero e i lunghi capelli rossi, arriva in un cascina una ragazzina di 13 anni (Sofia Fiore). L’accompagna il padre, e l’accoglie una famiglia umile, composta da una donna dallo sguardo dolente (Vanessa Scalera, Il ladro di giorni [+leggi anche:
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), un padre severo e di pochissime parole (Fabrizio Ferracane, Il paradiso del pavone [+leggi anche:
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) uomo piegato dal lavoro alla cava di pietra, e cinque figli. Scopriamo presto che quella che verrà subito chiamata l’Arminuta (la “ritornata” nel dialetto abruzzese) fa parte di quella famiglia. È stata “ceduta” a soli sei mesi ad un cugino di città la cui moglie facoltosa non poteva avere figli. Ora la donna sta male, il padre adottivo non vuol saperne di lei e come un pacco postale la sta riconsegnando al mittente.

L’Arminuta è sconvolta dalla nuova situazione, da quel mondo in cui le viene chiesto di sgozzare un pollo vivo e dormire nella stessa stanza con tutti i fratelli. L'unico legame vero e forte lo stabilisce con la sorella minore Adriana (Carlotta de Leonardis), bambina che sembra la più lucida del gruppo e bada all’ultimo nato. Il maggiore, Vincenzo (Andrea Fuorto), quasi 18 anni, lavora a giornata nei campi, è un ribelle, una volta è scappato con i giostrai del paese e quando fa tardi la sera viene preso a cinghiate dal padre. Vincenzo mette gli occhi addosso alla sorella nuova arrivata, le regala una catenina rubata chissà a chi, e l’Arminuta, turbata e lusingata da quelle attenzioni, non rifiuta le avances notturne e un primo bacio. Un incidente di moto, quasi come una punizione divina per il rapporto incestuoso, cambierà radicalmente le cose.

L’Arminuta comincia a frequentare la scuola del posto, vince un concorso letterario con un racconto che parla di un alieno, che è quello che si sente d’essere, ma non si arrende, non capisce perché la donna che l’ha allevata, che le ha dato l’occasione di essere qualcosa di diverso da una bracciante in campagna, ora la rifiuta. Nei flashback che il regista ci mostra, vediamo questa donna (Elena Lietti, Tre piani [+leggi anche:
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) durante le vacanze al mare, distratta, sfuggente, e si intuisce un tradimento del matrimonio, un desiderio di maternità altrove. Non c’è sentimentalismo ma un senso di ineluttabilità in questo racconto di formazione collocato in un momento di transizione sociale del Paese, in cui gli equilibri tra urbano e rurale stanno mutando e che non ci mostra le ragioni delle scelte morali degli adulti. Al suo terzo film, Bonito dirige con eleganza (la bella fotografia è di Alfredo Betrò)questo “coming of age” guarnendolo con sequenze suggestive (come il rallenti nella scena dei seggiolini volanti alla giostra di paese o la corsa al mare) e rimanendo costantemente sul viso dalla grazia senza tempo di Sofia Fiore. La lacrime e l’emozione sono assicurati per un pubblico sopra i 25 anni.

L’Arminuta è una coproduzione italo-svizzera di Maro Film, Baires e Kaf con Rai Cinema. Lucky Red distribuisce il film in Italia dal 21 ottobre.

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