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BERLINALE 2022 Generation

Recensione: Kind Hearts

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- BERLINALE 2022: Una giovane coppia di Bruxelles partecipa al ritratto accattivante e attuale della Generazione Z di Gerard-Jan Claes e Olivia Rochette, alle prese con le incertezze

Recensione: Kind Hearts
Billie Meeussen e Lucas Roefmans in Kind Hearts

Uno dei più famosi documentari lettoni è Is It Easy to Be Young di Juris Podnieks, titolo che potrebbe anche essere una buona alternativa per il documentario Kind Hearts [+leggi anche:
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scheda film
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 di Olivia Rochette e Gerard-Jan Claes, presentato nel filone Generation 14plus della Berlinale di quest'anno. Il film di Podnieks, uscito nel 1987, analizzava le sfide affrontate dai giovani che crescevano nella fine della società sovietica, e si concentrava in particolare sui loro conflitti con i genitori, la società, gli insegnanti e le autorità. In questo nuovo film belga, seguiamo le lotte di una giovane coppia di Bruxelles, Billie Meeussen e Lucas Roefmans, che partono per l'università, affrontando un anno pieno di cambiamenti. Prevedibilmente qui, dato che siamo ormai nei primi anni 2020, il focus della regia si è spostato drasticamente.

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I conflitti raffigurati in Kind Hearts sono le lotte interiori della coppia, i loro dubbi sulla loro relazione e le aspettative della loro vita adulta. Rochette e Claes scelgono di seguire un approccio documentaristico con una messa in scena minima - non ci sono inquadrature "casuali" o momenti estemporanei catturati dalla telecamera - e gettano gli spettatori nella vita dei personaggi in medias res. Ci rendiamo presto conto che la loro crisi di coppia è ben avanzata e sembrano esserci poche speranze di sistemare le cose. Ma anche noi lottiamo, come Billie e Lucas, per scoprire le vere cause della loro imminente rottura. C'è poco dinamismo in tutto il film, ma questa per la maggior parte è una scelta efficace in quanto ciò che i due registi vogliono mettere in evidenza è come Billie e Lucas - e, più in generale, la maggior parte della Generazione Z - si sentano bloccati e persi con le loro vite, e come molte delle loro lotte abbiano origine da insicurezze personali più ampie e irrisolte.

Circa due terzi del film sono ambientati prima della pandemia, ma verso la fine possiamo percepire che l'emergenza sanitaria, prevedibilmente, non ha migliorato il rapporto tra Billie e Lucas, e come nel caso di molti altri giovani adulti, ha instillato nuove paure ed esitazioni nell'impegnarsi in attività sociali.

Nel complesso, il film è un ritratto accattivante della gioventù di oggi e un prezioso documento di questi strani tempi. Può essere facilmente riferibile a un pubblico più ampio, ma in particolare ai membri della Generazione Z, ai loro fratelli e sorelle maggiori e ai loro genitori. Il film potrebbe sembrare un po' troppo monotono e privo di azione in alcune parti, ma tutto sommato è la storia della rottura di una giovane coppia belga, parte della quale si svolge durante la prima ondata di coronavirus. Dopo tutto, Billie e Lucas hanno tutta la vita davanti, come suggerisce razionalmente la sequenza di chiusura. È un'opera sincera, senza veli, che non ha obiettivi pretenziosi, e fa abbastanza bene il suo lavoro.

Kind Hearts è stato prodotto dalla compagnia belga Accattone Films in coproduzione con Canvas.

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(Tradotto dall'inglese da Alessandro Luchetti)

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