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BIOGRAFILM 2022

Recensione: Erasmus in Gaza

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- Chiara Avesani e Matteo Delbò firmano un emozionante racconto di formazione documentando il percorso del primo studente Erasmus nella striscia di Gaza, un aspirante chirurgo italiano

Recensione: Erasmus in Gaza

Il percorso di un giovane studente italiano, aspirante chirurgo, nella striscia di Gaza, e la sua straordinaria crescita professionale e umana, sono al centro di Erasmus in Gaza, l’emozionante documentario diretto da Chiara Avesani e Matteo Delbò, presentato nella sezione Contemporary Lives del 18° Biografilm Festival di Bologna. Un film che, insieme all’esperienza di Riccardo Corradini, il primo studente al mondo a partecipare al programma europeo di scambi universitari Erasmus nel problematico territorio palestinese confinante con Israele, restituisce anche il senso di cosa significhi, in particolare per i più giovani, vivere come prigionieri in casa propria e sotto la minaccia costante delle bombe.

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Riccardo, 24 anni, laureando in medicina dell’Università di Siena, desidera specializzarsi in chirurgia d’urgenza e per approfondire i suoi studi sulle ferite da armi da fuoco sceglie una meta calda che periodicamente vede gli ospedali riempirsi di feriti: la striscia di Gaza, dove – ci viene detto – nel 2018, nel solo periodo marzo-settembre se ne sono contati 18mila. “È un’occasione per capire se sono all’altezza”, dice salutando parenti e amici a Siena. Entrare a Gaza, se non sei della stampa o di una ONG, è complicato, studenti stranieri lì non se ne vedono mai, e una volta arrivato a casa della famiglia che lo ospiterà, ad accogliere Riccardo c’è il buio, letteralmente, per i razionamenti di energia elettrica voluti da Israele. Il giovane medico viene comunque visto e trattato dai locali come in altre epoche si trattavano gli stranieri: con curiosità, rispetto e attenzione a non fargli mancare niente. “Per noi è un’opportunità per comunicare con qualcuno che viene da fuori”, gli dicono i suoi colleghi medici laureandi di Gaza, ai quali è impedito viaggiare e per i quali “avere un visto per uscire sarebbe come vincere un milione di dollari”.

La routine accademica, alternata a momenti di svago (tra cui una festa di ballo per soli uomini) e di conoscenza della cultura locale, viene presto spezzata dalla realtà del conflitto israelo-palestinese, che irrompe con il suo carico di ossa frantumate dai proiettili, gambe amputate e bambini sofferenti. Per Riccardo è il primo vero test sul campo, è turbato, si chiede se tutto questo faccia per lui. Poco dopo arrivano anche le bombe israeliane a pochi passi da casa, e l’uscita dalla propria comfort zone si tramuta in panico. Riccardo, come altri stranieri presenti a Gaza, viene trasferito in un posto più sicuro, a Betlemme, e si lascia alle spalle quelli che sono diventati i suoi amici e la sua nuova famiglia, che non possono uscire “solo perché hanno un passaporto sbagliato”. Ma quando le acque si calmano, temporaneamente, e gli è, consentito di rientrare a Gaza, comincia una nuova fase per lui che gli consentirà di capire cosa vuole fare davvero nella vita.

Ricco di incontri, esperienze e riflessioni, Erasmus in Gaza è un vibrante racconto di formazione in presa diretta, che con un montaggio dinamico e mai superfluo sa cogliere l’essenza di ogni tappa dell’articolato percorso di crescita di questo giovane studente, trasmettendo allo stesso tempo la sua passione, le sue paure, i valori della fratellanza umana e la nobiltà del mestiere del medico, in un luogo dove dopo ogni scarica di bombe, si alza la musica e si festeggia per il fatto di essere ancora vivi.

Erasmus in Gaza è prodotto dalla spagnola Arpa Films, in collaborazione con Feltrinelli Real Cinema; la distribuzione internazionale è affidata alla francese Java Films.

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